Mobbing & Stalking  - Alessandra MENELAO
Audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio del Senato
Illustrato da Alessandra Menelao, Responsabile Nazionale dei Centri di Ascolto Mobbing & Stalking UIL
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14/11/2017  | Mobbing&Stalking.  

 

Onorevoli senatrici e senatori vorrei ringraziarvi dell’invito che ci avete fatto. Si tratta di una specifica attenzione alle parti sociali più rappresentative del Paese e che, come sapete, da tempo si occupano a vario titolo del femminicidio e della violenza contro le donne.

 

BUONE PRATICHE DELLA UIL

 

Nello specifico la Uil è impegnata sul tema della violenza contro le donne e del femminicidio su più fronti: attraverso gli sportelli sindacali che operano su tutto il territorio nazionale, chiamati “Centri di Ascolto mobbing e stalking contro tutte le violenze”. I Centri di ascolto UIL per Mobbing e Stalking mettono in atto azioni specifiche per prevenire, intervenire, contrastare e combattere ogni forma di violenza portata nei confronti di tutti i cittadini e tutte le cittadine, indipendentemente dalla loro condizione di lavoratore/lavoratrice, pensionato/pensionata, studente/studentessa, inoccupato/inoccupata, iscritto/iscritta o meno al sindacato, in ogni luogo di vita, di studio, di lavoro. Forniscono consulenze sindacali, psicologiche e legali atte a trovare una soluzione e un intervento specifico.

 

Negli anni abbiamo ricevuto tante richieste di donne che si sono rivolte a noi perché stavano subendo molestie sessuali, violenze sia in ambito familiare ma anche in ambito lavorativo. Su questo tema farò una specificazione più avanti. Quest’anno si sono rivolte ai centri di Ascolto UIL 1000 persone di queste il 60% era composto da donne, il 35% da uomini, il 5% da persone LGBTQI. Nel 60% hanno subito mobbing, il 15% ha subito stalking, il 10% molestie sessuali, il 10% violenza, il 5% malessere organizzativo. Tale fenomeno è strutturale e non è un tema emergenziale. Da quando abbiamo i centri (dal 2003) riscontriamo questi dati.

 

La UIL Non si limita a rispondere alle richieste delle donne che subiscono violenze ma appronta specifiche azioni di buone pratiche attraverso l’inserimento nei contratti di accordi specifici sul contrasto e la prevenzione della violenza nei luoghi di lavoro. Un esempio di buona pratica è l’accordo che abbiamo firmato con Confindustria nel 2016 “Accordo quadro sulle molestie e le violenze nei luoghi di lavoro”. Accordo che vorremo fosse recepito per tutti comparti lavorativi sia pubblici che privati

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