COMUNICATI STAMPA E INTERVISTE
Dolore per la scomparsa di Floriano Cerdini
Care compagne e Cari compagni della UIL di Genova e della Liguria,
Desidero esternare a tutti voi il mio più profondo cordoglio per l’immatura e improvvisa scomparsa dell’amico e compagno Floriano.
L’ultima volta che ci siamo visti, mercoledì della scorsa settimana, abbiamo fraternamente conversato come capitava ogni qualvolta ci incontravamo e nulla lasciava presagire che quello sarebbe stato il nostro ultimo incontro. Da quasi quarant’anni –dalla militanza nei metalmeccanici passando per il comune impegno in Liguria- periodicamente ci sentivamo o vedevamo, alla UILM di Savona come alla UILM nazionale, alla UIL di Savona come in confederazione a Roma, alla UIL di Genova come nelle tante occasioni di congressi, convegni e riunioni, tantissime e sempre con grande reciproco affetto e piacere di ritrovarsi.
Quella di Floriano è stata una “militanza” vera, di un compagno che ha sempre creduto nella UIL e soprattutto capace di trasferirvi all’interno quella grande umanità di cui era portatore e che né profondeva a piene mani in ogni momento del suo impegno sindacale.
Floriano mancherà tantissimo alla famiglia, alla quale va il mio deferente pensiero e la più sentita partecipazione al loro immenso dolore, ma mancherà non solo a tutta la UIL, ma all’intero movimento sindacale. Il sindacato piange un compagno interprete capace, sincero, generoso, serio, disponibile e soprattutto sempre schierato con i lavoratori iscritti e non iscritti alla UIL, ed io un amico al quale l’affetto che ci legava mi ha sempre onorato.
Care compagne e cari compagni della UIL di Genova e della Liguria, è con il ricordo della iniziativa, che circa due anni fa, organizzammo a Genova per commemorare un grande uomo e sindacalista Pietro Chiesa, anche lui non ligure come Floriano ma che in Liguria ha speso tutta la sua vita sindacale e politica, che come Istituto di Studi Sindacali manteniamo indelebile nella nostra memoria la sua attiva e fattiva partecipazione e soprattutto il suo intervento conclusivo. Una conclusione che considero degna d’insegnamento per il suo alto e passionale modo di interpretare l’essere sindacalisti.
Permettetemi di salutare Floriano come amano dire gli alpini quando un loro amico o congiunto scompare: “Non c’è più perché è andato avanti, ci aspetterà e noi lo raggiungeremo.”
Un caro saluto a tutti Voi.
Gianni Salvarani
Roma, 17 settembre 2007
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