Bruxelles 26 febbraio 2007 (CSI in linea): diffamazione, arresti, minacce di morte…Jan Sithole, Segretario Generale della Federazione dei Sindacati dello Swaiziland (SFTU), incarna il coraggio del movimento sindacale e la lotta contro la più feroce dittatura. Nello Swaiziland, sotto la cappa del monarca assoluto Mswati terzo, i sindacati debbono far fronte ad attacchi continui da parte del governo. Violazioni dei diritti sindacali, povertà, diseguaglianza, AIDS, Sithole ci espone i tanti problemi e l’importanza della solidarietà sindacale internazionale.
Che succede in Swaiziland sul fonte dei diritti sindacali?
Lo Swaiziland eccelle sia nel firmare le convenzioni internazionali che nel violarle nella pratica, le violazioni dei diritti umani e dei lavoratori in particolare sono numerose, nelle zone franche di esportazione per esempio, non è concesso il diritto di organizzarsi in sindacato, le imprese hanno la facoltà di pagare meno del salario minimo e le ispezioni sul lavoro sono molto rare. Molti abusi sono commessi nelle zone franche, dove la maggior arte dei prodotti sono esportati verso gli Usa. Le imprese licenziano chi si iscrive al sindacato e chi partecipa ad uno sciopero, anche se legale. Alcuni ricorrono alle punizioni corporali, specie nel settore tessile; sono pratiche che violano la dignità umana. Bisogna fare pressioni sul governo perché permetta a questi lavoratori di godere dei diritti fondamentali garantiti nelle convenzioni che lo Swaziland ha ratificato…
Quale è la forza del sindacato attualmente?
Il numero di iscritti è diminuito, attualmente circa 65.000, a causa dei licenziamenti, delle chiusure di imprese. In seguito all’accordo sul settore tessile del 2005, molte imprese hanno delocalizzato. Noi dipendiamo anche dalla esportazione di zucchero, l’Unione Europea ha ridotto i prezzi del 39% e questo ha causato molti licenziamenti nel settore agricolo, il principale generatore di economia del paese.
Quali sono le vostre principali rivendicazioni?
Il nostro paese non è una democrazia, ed i diritti dei lavoratori non possono essere rispettati dove non esiste la democrazia. Noi lottiamo dunque con il resto della società civile per uno spazio di democrazia. Quando avremo un governo democratico avremo la garanzia che la voce delle masse, dei lavoratori sarà ascoltata, che i problemi saranno affrontati.
Più del 70% della popolazione attiva si trova al di sotto della soglia di povertà, il nostro tasso di sieropositivi all’ HIV è del 42.8%, ossia il più alto del mondo…
Il movimento sindacale è impegnato nella lotta contro l’AIDS?
Noi abbiamo allestito un programma in collaborazione con LO-FTF danese per ottenere delle clausole contrattali riguardanti l’AIDS. Queste clausole garantiscono l’assenza di discriminazioni e prevedono un aiuto per le vittime. Da parte del governo i problema non è considerato con altrettanta serietà. Il nostro sindacato ha addetti alla educazione all’AIDS in tutte le imprese dove siamo presenti….ottenere un cambiamento nei comportamenti è una sfida culturale…
Intervista raccolta da Samuel Grumiau