A meno di un anno dalla sua nascita (Vienna novembre 2006) la Confederazione Sindacale Internazionale (CSI)riconferma il suo impegno in difesa dei diritti umani e dei diritti sindacali nel mondo pubblicando la prima “informativa annuale sulla violazione dei diritti”: una indagine che ha riguardato 138 paesi nel mondo e che mostra un quadro fortemente preoccupante.
Durante il 2006 sono state assassinati 144 sindacalisti per aver difeso i diritti sindacali, mentre oltre 800 persone sono state sottomesse a violenza o tortura, secondo quanto si comunica nel rapporto annuale sulle violazioni dei diritti sindacali pubblicato dalla Confederazione Sindacale Internazionale. Nel rapporto – di 379 pagine – si dettagliano quasi 500 casi di arresto e oltre 8.000 licenziamenti di lavoratori e lavoratrici a causa delle loro attività sindacali. Nel rapporto si documentano anche 48 nuovi casi di sindacalisti arrestati dai governi.
“I lavoratori e le lavoratrici che cercano di migliorare la propria vita attraverso l’attività sindacale si scontrano con crescenti livelli di repressione e intimidazione in sempre più paesi. Il fatto più sconcertante è che, in comparazione con l’anno passato, il numero di persone assassinate è aumentato di circa il 25% “ ha detto Guy Ryder, segretario generale Csi. “In molti dei paesi che vengono menzionati nel rapporto la repressione continua durante il 2007” ha aggiunto.
La Colombia continua ad essere il luogo più pericoloso al mondo per le attività sindacali con 78 omicidi, la maggioranza dei quali perpetrati in totale impunità da squadroni della morte paramilitari vincolati con funzionari governativi o che attuano in nome di aziende. In relazione ai 1.165 omicidi documentati tra il 1994 e il 2006, sono stati giudicati solamente 56 persone e solo 14 sono state condannate. Il rapporto contiene dettagliate informazioni sulle violazioni dei diritti sindacali in tutti i continenti e una sezione statistica finale. Il testo completo su www.ituc-csi.org.