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AFRICA

La CSI condanna la repressione in Guinea

Bruxelles 18 gennaio 2007

La CSI ha condannato la morte di almeno tre civili e il ferimento ai numerosi altri manifestanti e la detenzione di numerosi alti dirigenti sindacali, in seguito alla repressione effettuata dalle forze di sicurezza nazionale che hanno sparato ad una manifestazione pacifica seguita allo sciopero del 10 gennaio scorso. Le Confederazioni Sindacali della Guinea hanno proclamato questo sciopero per fare pressione  sul Presidente Contè su alcune questioni economiche e sindacali. La prima richiesta è quella di far rivedere la decisione del Presidente di liberare un importante personalità detenuta per distrazione di fondi. La tensione si è aggravata in seguito alle misure di repressione poliziesca, ed il Sindacato ha richiesto le dimissioni del Presidente Contè, vista la gestione catastrofica dell’economia nazionale. La organizzazione Trasparency International ha recentemente nominato la Guinea come lo Stato più corrotto dell’Africa.

Quando Diallo e Forfana, rispettivamente Segretari Generali di CNGT e USGT hanno tentato di convincere  il Presidente di accogliere le loro proposte di riforma, i loro tentativi si sono arenati a causa delle manovre del Presidente dell’Assemblea Nazionale. Una marcia pacifica organizzata dalle Confederazioni CNGT, USTG, ONSLG e UDTG ha incontrato le truppe che hanno aperto il fuoco sui manifestanti .La Borse du Travail che ospita le sedi sindacali, è stata anch’essa attaccata dalla polizia che sparava proiettili di gomma.

La CSI ha inviato un dossier alla OIT, alla Banca Mondiale ed al Fondo Monetario Internazionale, importanti nel contesto della depressa economia della Guinea.

 “Questa reazione violenta di fronte all’azione legittima del movimento sindacale della Guinea è assolutamente inaccettabile e costituisce una violazione palese della libertà sindacale”- ha dichiarato Guy Ryder, Segretario Generale CSI- “chiediamo al presidente Contè di rispondere immediatamente e positivamente alle proposte sindacali ed avviare una soluzione pacifica della crisi. I responsabili debbono essere trascinati in giudizio e il Presidente deve garantire il pieno rispetto dei diritti umani e sindacali” ha aggiunto Guy Ryder.

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