Bruxelles 28 gennaio 2007
La CSI ha salutato domenica l’accordo intervenuto tra il governo e i sindacati della Guinea che ha permesso la sospensione dello sciopero generale iniziato il 10 gennaio. La CSI fa appello al mantenimento della vigilanza sull’applicazione dell’accordo e conferma l’invio questa settimana di una missione sindacale internazionale di alto livello in Guinea. I primi membri di questa missione che si tratterrà fino al 2 febbraio arriveranno questa sera a Conakry.
Oltre il principio della designazione di un primo ministro capo del governo, l’accordo comporta numerose conquiste economiche e sociali come l’abbassamento del prezzo del riso e del carburante, il blocco di un anno delle esportazioni di prima necessità, l’innalzamento delle pensioni e lo statuto degli insegnanti. Un accordo è stato trovato anche sulla separazione dei poteri, l’indipendenza della banca centrale e la prosecuzione dell’azione giudiziaria contro i predatori dell’economia nazionale. Peraltro l’accordo prevede la liberazione di tutte le persone ancora detenute in seguito allo sciopero e alle manifestazioni. Il documento firmato ieri da governo, parti sociali e presidente dell’Assemblea nazionale prevede anche l’assenza di ritorsioni contro gli scioperanti e l’allestimento di una commissione d’inchiesta.
Pur raccomandando la vigilanza sull’applicazione dell’accordo il segretario generale della CSI, Guy Ryder, ha affermato che si tratta di un successo storico per il sindacato della Guinea e un’affermazione del prestigio per l’insieme del movimento sindacale internazionale.
La repressione dello sciopero e delle manifestazioni che l’hanno accompagnato ha comportato 59 morti e numerosi feriti.
In questi giorni la solidarietà internazionale verso la Guinea si è manifestata in numerosi paesi, la CSI era intervenuta presso il FMI, la Banca Mondiale e l’UE richiedendo severe misure contro la Guinea in caso di fallimento dei negoziati.