Seminario "Italia - America Latina e Caraibi. Lavoro, Sindacato e solidarietà"
Si è svolto questa mattina a Roma, presso l’Istituto Italo Latinoamericano, il seminario Italia – America Latina e Caraibi: lavoro, sindacato e solidarietà, organizzato da Cgil, Cisl e Uil con il patrocinio del Ministero degli esteri, del Cespi e dell’IILA nell’ambito dei lavori preparatori della III Conferenza Nazionale sull’America Latina e i Caraibi.
La discussione si è centrata sulle relazioni tra Italia – America Latina con riferimento anche ai negoziati che la Unione Europea ha avviato con le organizzazioni regionali latinoamericane e sulla situazione del mondo del lavoro in America Latina, con particolare riferimento al caso – Colombia.
Tra gli altri hanno infatti partecipato il presidente della CUT COLOMBIA, Carlos Rogriguez Diaz, che ha portato la testimonianza della drammatica realtà del proprio paese, evidenziata anche dal recente rapporto della Confederazione sindacale internazionale, secondo la quale dei 144 sindacalisti uccisi nel mondo durante il 2006 ben 78 erano colombiani. Un quadro più generale della situazione latinoamericana è stato fatto da Amanda Villatoro, segretaria politica sindacale ed educazione della Organizzazione regionale interamericana dei lavoratori, ORIT. Ai lavori è intervenuto il Sottosegretario agli esteri con delega per l’America Latina, Donato Di Santo.
Le conclusioni, a nome di Cgil, Cisl e Uil, le ha tratte il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo che ha esordito rilanciando la necessità di una dimensione sociale nelle relazioni tra Italia (ed Europa) e America Latina. Foccillo ha affermato che i negoziati per gli accordi di associazione in corso non devono tradursi in meri trattati di libero commercio, ma devono contenere un pilastro sociale, che riconosca le diversità culturali ed ambientali e promuova il rispetto dei diritti umani e del lavoro. In particolare ha fatto riferimento al caso – Colombia, chiedendo al governo coerenza nelle sedi internazionali. Foccillo ha chiesto al governo di rilanciare la cooperazione legandola però al rispetto dei diritti e prevedendo anche il coinvolgimento del sindacato locale, quale strumento per la costruzione di uno sviluppo democratico ed equilibrato e di una nuova politica delle migrazioni. Foccillo ha anche rivendicato la necessità di un cambio radicale nelle politiche delle istituzioni finanziarie internazionali, che non devono imporre un modello di società predefinito, ma lasciare alla libera volontà dei popoli la scelta di come organizzare socialmente le proprie realtà.
L’America Latina – ha concluso Foccillo – ha infatti vissuto esperienze di neo liberismo molte esasperate, per questo motivo è necessario lottare insieme ai sindacati internazionali per rivendicare il diritto a scegliere modelli di società più giusti e democratici.
Roma, 28 settembre 2007