“E’ un accordo importante quello firmato oggi, a Napoli, tra il Ministro degli Esteri Frattini ed il rappresentante del Consiglio Nazionale Transitorio della Libia Jebbreel per regolarizzare i flussi di immigrati e per un coordinamento della lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata. L’intesa rafforza la scelta già effettuata in merito al riconoscimento del Governo transitorio in Libia rispetto ad un regime ormai delegittimato e che fa della violenza sul proprio popolo la ragione della sua sopravvivenza”. E’ quanto ha dichiarato Anna Rea, responsabile delle politiche internazionali della UIL Nazionale, presente al meeting, organizzato dalla fondazione IPALMO presieduta da Gianni De Michelis e dalla Regione Campania.
“Solo con una Libia unita e libera si potrà ipotizzare un futuro democratico per questo Paese” ha proseguito Rea. “Il processo di democratizzazione della Libia e la fine della guerra è un deterrente importante per tutto il Mediterraneo, al netto del processo avviatosi nei singoli Paesi e che vedrà nei prossimi mesi le elezioni democratiche in Tunisia ed Egitto. Questo protocollo è significativo perché dovrà vedere sempre piu’ un impegno ed un protagonismo dell’Italia nel Mediterraneo per la Pace e la cooperazione; un impegno capace di stimolare un ruolo più incisivo dell’ Europa e della stessa Nato”.
“Restiamo perplessi però – ha precisato Rea - quando vediamo che dallo stesso governo, nelle stesse ore, viene varato un decreto legge che aumenta di sei mesi fino ad un anno e mezzo la durata del trattenimento di immigrati clandestini nei CIE, ripristinando le espulsioni dirette condannate dalla corte di giustizia. Sembra di vivere due politiche con un solo Governo”.
“Serve la regolarizzazione dei flussi – ha concluso Rea - con un’azione mirata di tutti, a partire dall’Europa. Ma l’Italia si deve caratterizzare per azioni capaci di bloccare ai confini, il miraggio dei viaggi della speranza che si concludono spesso con drammi. Ed è questo intento positivo che, a nostro avviso, viene auspicato dal protocollo oggi firmato tra l’Italia e la nuova Libia con l’obiettivo cardine di dare significato, consistenza e dignità alla “primavera araba” pagata con la vita dai giovani delle nazioni del nord Africa”.
Roma, 17 giugno 2011