UNIONE ITALIANA DEL LAVORO

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CGIL CISL UIL , AMICI DELLA TERRA, GREEN PEACE, LEGAMBIENTE, WWF, CAMPAGNA PER LA RIFORMA DELLA BANCA MONDIALE

PROPOSTE PER IL G8

La salute degli abitanti del pianeta e’ inscindibile da quella del pianeta stesso. Gli ultimi recenti rapporti internazionali sullo stato di salute dei sistemi naturali sottolineano la gravita’ della situazione; lo stato di crisi in cui versano i principali ecosistemi della Terra, dalle foreste alle acque interne, dai mari e gli oceani alle praterie, e’ sempre piu’ grave e la loro capacita’ di resilienza e’ messa a dura prova. Il rapporto PAGE (Pilot Analysis of Global Ecosystems) voluto dal World Resources Institute, dal programma ONU per lo sviluppo (UNDP), dal programma ONU per l’ambiente (UNEP) e dalla Banca Mondiale fornisce dati molto chiari ed allarmanti, ed avvia il grande progetto del Millennium Ecosystems Assessment che ci aiutera’ a conoscere ancora meglio lo stato di salute dei sistemi naturali e gli effetti del pressante intervento umano su di essi.

Il recente terzo assessment dell’Intergovernamental Panel on Climate Change (IPCC) non lascia piu’ dubbi sulla significativa impronta dovuta all’intervento umano nel causare i mutamenti climatici e sul fatto che ormai tale mutamento sia gia’ in atto. Ci avviciniamo al decimo anniversario dell’Earth Summit di Rio de Janeiro e la situazione ambientale che abbiamo oggi rispetto a dieci anni fa ci impone un’azione immediata.

Non c’e piu’ tempo ne’ motivazioni ragionevoli per perseguire politiche attendiste, anzi la drammatica inazione politica si rivela sempre piu’ pesante nei suoi effetti economici, sociali ed ambientali.

Per questo le organizzazioni sindacali e le organizzazioni ambientaliste italiane chiedono ai Ministri dell’Ambiente dei paesi G8 che si riuniranno a Trieste dal 2 al 4 marzo di assumere decisioni chiare e coraggiose sui temi principali in agenda: a partire da quello più spinoso ma determinante: il cambiamento climatico, evitando un altro inaccettabile fallimento nella presa di decisioni per il futuro del pianeta.

I ministri dell’ambiente del G8 devono fare la loro parte per la costruzione di nuove regole democratiche per il governo della globalizzazione con impegni immediati e coerenti per lo sviluppo ambientale sostenibile e la giustizia sociale.

Le organizzazioni sindacali e le organizzazioni ambientaliste italiane ribadiscono la imprescindibilità di uno stretto legame tra misure urgenti e decise per la tutela dell’ambiente e giustizia sociale. Questo tipo di legame deve essere alla base delle decisioni che tutti si augurano vengano assunte a Trieste.

I programmi per una economia sostenibile devono basarsi su :

- il profondo rispetto per le esigenze di conservazione delle capacita’ di rigenerazione e assimilazione dei sistemi naturali con la consapevolezza che il nostro sistema economico-produttivo e’ un sottosistema dell’ecosistema globale, e non costituisce certo il sistema globale,

  • il rispetto delle norme fondamentali del lavoro, dei diritti umani, e delle convenzioni sull’ambiente e sulla tutela della salute

  • il primato di tali norme multilaterali rispetto alle regole commerciali

Su questa base i programmi definiti da Banca Mondiale, FMI, dalle Banche di sviluppo regionale, gli investimenti diretti esteri, sostenuti da programmi pubblici e dalle ACE, i programmi nazionali in attuazione di protocolli e convenzioni internazionali e i programmi di cooperazione internazionale (a partire da quelli connessi allo. sradicamento della povertà) devono prevedere una valutazione di impatto ambientale ed occupazionale globale e locale.

CAMBIAMENTO CLIMATICO

E’ assolutamente urgente, in particolare dopo le comunicazioni fornite dall’IPCC relative al suo Third Assessment, che i paesi industrializzati si impegnino concretamente in un piano di azione relativo alla forte penetrazione, nelle proprie politiche energetiche ,delle fonti rinnovabili di energia e di azioni mirate a favorire il risparmio energetico.

I paesi del G8 devono impegnarsi ad una immediata ratifica del protocollo di Kyoto, esplicitando che l’uso dei meccanismi flessibili non deve includere i progetti nucleari e non deve coprire percentuali significative degli impegni dei vari paesi, che invece devono essere assicurati, per la maggior parte, dalle riduzioni delle emissioni da ottenere con interventi di politiche nazionali.

Tali meccanismi dovranno privilegiare soltanto progetti a basso impatto sociale e ambientale , quali le energie rinnovabili e programmi di miglioramento della efficienza energetica. In questo quadro il Clean Development Mechanism deve essere attivato con priorita’ assoluta per le tecnologie ad energia “pulita.

L’impegno alla ratifica da parte dei paesi più industrializzati renderà possibile la definizione delle procedure operative per i “meccanismi di flessibilità”. Si dovrà inoltre prevedere meccanismi e programmi di transizione sociale a tutela della occupazione, l’ accesso a nuovi lavori ambientalmente sostenibili e alla formazione professionale.

Si dovrà prevedere inoltre un sostegno immediato, tramite l’aiuto allo sviluppo e quello commerciale dei paesi del G8, al trasferimento verso i paesi in via di sviluppo e in transizione, di tecnologie energetiche avanzate che abbiano un impatto positivo sul piano ambientale e sociale.

Affinchè gli obiettivi di Kyoto possano essere raggiunti è necessaria, quanto prima la definizione di un organico meccanismo di compliance per la prevenzione e delle violazione degli accordi vincolanti e la compensazione dei danni per l’ambiente globale.

In particolare ribadendo l’estrema urgenza di una pronta ed immediata ratifica del protocollo di Kyoto, si richiama la necessita’ di:

- impegni urgenti per favorire la penetrazione delle forme di energia rinnovabili ed il risparmio energetico, favorendo gli approcci mirati agli usi finali dell’energia;

  • programmi sostegno al reddito dei lavoratori coinvolti nella fase transitoria e di promozione della occupazione ambientalmente sostenibile, soprattutto incentivando fortemente i settori per la produzione di tecnologie e prodotti “puliti”.

  • la partecipazione delle parti sociali e delle organizzazioni ambientaliste e, soprattutto a livello locale, delle popolazioni coinvolte, alla definizione di programmi mirati a favorire le eventuali transizioni nella produzione energetica e nella produzione industriale, necessari a garantire occupazione e formazione.

  • Rafforzamento dei programmi di cooperazione internazionale mirati al trasferimento delle tecnologie pulite verso i Pvs ed alla promozione di occupazione sostenibili.

INVESTIMENTI E AGENZIE DI CREDITO ALLA ESPORTAZIONE

In questa nuova fase di internazionalizzazione produttiva gli attori finanziari pubblici e privati svolgono una azione di sostegno ed incentivo per le imprese private.

Dalla Conferenza di Rio ai lavori della Commissione ONU sullo Sviluppo Sostenibile e dell’UNDP è risultato evidente come lo sviluppo sostenibile dipenda anche da un impegno forte delle imprese, e da investimenti diretti basati su criteri di sviluppo sostenibile e rispetto dei diritti fondamentali nel lavoro.

Coerentemente con ciò si rende urgente una profonda trasformazione delle priorità strategiche delle Agenzie di credito alla esportazione e delle istituzioni finanziarie internazionali a partire dalla Banca Mondiale. Pertanto chiediamo che:

- si riconfermi l’impegno preso dai Capi di stato e di Governo a Colonia e Okinawa per la definizione di linee guida ambientali di alto livello per le ECA e che tale decisione accompagnata da un impegno per l’inserimento del rispetto di diritti umani fondamentali e del lavoro, sia adottata in modo definitivo al G8 di Genova. Tali linee guida devono essere trasparenti, vincolanti e di alto livello, definendo di priorità che privilegino il sostegno a progetti e tecnologie sostenibili;

- Banca Mondiale ed ACE, sulla base dei criteri fissati dall’IPCC, introducano una metodologia di calcolo preventivo delle emissioni di gas serra per i progetti; un minimo del 20% del pacchetto dei prestiti nel settore energetico sia destinato, a progetti di energia rinnovabile, efficienza energetica e su piccola scala.

Inoltre che i governi del G8 si impegnino a promuovere la piena attuazione delle Linee Guida OCSE sulle Multinazionali ed il Global Compact e a promuovere e garantire il rispetto dei diritti umani fondamentali ,le norme fondamentali del lavoro e dell’ambiente. Ciò quale condizione per l’accesso agli incentivi pubblici agli investimenti diretti.

SICUREZZA NUCLEARE

Malgrado la spesa di circa due miliardi di dollari sostenuta da singoli governi occidentali e dalle istituzioni finanziarie multilaterali, molti reattori pericolosi continuano a funzionare in Europa orientale e nell'ex URSS e si continua a costruirne di nuovi in condizioni di rischio. Dunque, il G8 deve riconsiderare le strategie per la sicurezza nucleare, favorendo proposte di dismissione degli impianti pericolosi e di abbandono dell'energia atomica, specialmente nei Paesi con scarsi standard di sicurezza .

A tal fine chiediamo ai ministri dell’ambiente dei G8 di raccomandare a Genova :

- concordare un mutamento del mandato della BERS, perché sia in linea con quello della Banca Mondiale, escludendo i prestiti al settore nucleare a partire dal prestito per K2 e R4 in Ucraina individuando progetti energetici alternativi, che migliorino le condizioni economiche e di vita senza mettere a rischio l'ambiente. il Fondo Internazionale per la Dismissione dovrà poter essere utilizzato per la chiusura di reattori pericolosi

- pronunciarsi contro l'utilizzo di combustibile al plutonio per la produzione di energia e cancellando il piano che prevede il trasferimento in Russia dell'impianto di Hanau per la fabbricazione del Mox,

Le organizzazioni sindacali e le organizzazioni ambientaliste italiane chiedono che tali proposte vengano pienamente assunte dai Ministri dell’Ambiente del G8 e riportate poi al vertice G8 di Genova.

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