Chicago 24/28 luglio 2005
Negli ultimi mesi la situazione interna all'AFL-CIO si è andata inasprendo a causa di una vera e propria minaccia di spaccatura della confederazione, dovuta ad una azione di cinque categorie in forte contrasto con la presidenza attuale.
Le 5 categorie coinvolte, che rappresentano un terzo degli iscritti dell'AFL-CIO, e che hanno costituito una Coalizione ("Change to win Coalition") sono:
- lavoratori dei servizi - SEIU - la categoria dalla quale proviene anche Sweeney, attuale Presidente. Si tratta dell'unica categoria in crescita con 1,8 milioni di iscritti;
- i camionisti - Teamsters
- edili – Laborers’ International Union
- alimentaristi e commercio – United Food and Commercial Workers
- hotel, ristoranti, (turismo)- UNITE Here
A queste categorie si sono aggiunti i Carpenters, che erano già usciti dall’AFL-CIO nel 2001.
Le critiche mosse a Sweeney sono - ufficialmente - di due ordini:
- primo, la gestione delle risorse, con due campagne elettorali politiche disastrose, che hanno prosciugato le casse della confederazione a scapito di aiuti più consistenti alle categorie per la sindacalizzazione;
- secondo, la mancanza di una vera riforma organizzativa interna: sono state utilizzate a livello centrale ingenti risorse per la sindacalizzazione, ma i risultati sono del tutto insignificanti. Lo stesso documento della Presidenza dell'AFL-CIO per il Congresso sottolinea che si sono persi 3 milioni di posti di lavoro nel solo settore manifatturiero negli ultimi anni a causa delle ristrutturazioni aziendali e delle delocalizzazioni. Il numero totale degli iscritti, secondo il documento, rimane comunque pressochè invariato, nonostante nei nove anni di presidenza Sweeney, il documento affermi che 4 milioni di lavoratori si siano iscritti alle diverse categorie dell’AFL-CIO.
L'offensiva viene, infatti, da alcune categorie, che chiedono più risorse da destinare ai settori per la sindacalizzazione e per aiutare le categorie in difficoltà, con dei meccanismi premianti per le categorie che dimostrano di essere "virtuose".
Oggi l'AFL-CIO conta 13 milioni di iscritti, con una percentuale di sindacalizzazione nel settore privato di un iscritto ogni 13 lavoratori, un livello così basso mai raggiunto in passato. Il tasso di sindacalizzazione complessivo è oggi del 12,5% rispetto al 35% degli anni '50.
Con questi dati alla mano il Presidente della categoria dei servizi, Andrew Stern, ha lanciato l'offensiva contro Sweeney, minacciando di uscire dall'AFL-CIO se non fossero attuate delle drastiche riforme interne, che riguardano anche l'accorpamento di alcune delle 57 categorie di settore.
Non solo, Stern ha avanzato l'ipotesi di candidarsi lui stesso alla presidenza della confederazione. Questa ipotesi non è del tutto tramontata; oggi, però, si stanno letteralmente contando i voti. Dalle informazioni che abbiamo, Sweeney ha dalla sua parte la maggioranza delle categorie e, quindi, i voti necessari per essere rieletto, ma con il rischio di spaccare la confederazione. La mossa di Stern appare agli analisti americani più una sorta di pressione su Sweeney per indurlo a non candidarsi, opzione che potrebbe far rientrare la minaccia di Stern di uscire dall'AFL-CIO.
La stessa CES ha scritto a Sweeney e Stern auspicando una ricomposizione dei contrasti interni per evitare la spaccatura.
La Coalizione ha reso pubblico, a maggio, un documento congressuale alternativo a quello della segreteria di aprile (che lo ha aggiornato a giugno sulla base delle proposte dei cinque).
La segreteria dell’AFL-CIO ha fatto di più: proprio per far capire quanto lo scontro sia di natura politica, ha messo a confronto i due documenti e messo in evidenza le differenze, che a suo parere non giustificano una spaccatura del sindacato. Ha sottolineato quanto si tratti in fondo solo di una lotta politica per la leadership, piuttosto che di vera nuova proposta di strategia sindacale.
Queste le maggiori differenze tra i due documenti:
1. Rapporto confederazione-categorie per la gestione dei fondi destinati alla sindacalizzazione.
Il documento della Presidenza dell'AFL-CIO rivendica la giusta scelta di aver istituito un fondo nazionale, che propone di aumentare da $ 12,5 milioni a $ 22,5 milioni, da continuare a gestire a livello confederale per la formazione di giovani da distribuire sul territorio per sensibilizzare i lavoratori a costituire rappresentanze sindacali nei posti di lavoro; per la comunicazione, per la distribuzione di materiale informativo, etc. (tra l'altro il documento sciorina una serie di dati sui risultati di tale campagna nei 9 anni presidenza di Sweeney, milioni di contatti telefonici, milioni di volantini, tot numero di giovani formati, etc.);
Il documento della Coalizione, invece, chiede che la metà delle quote sindacali versate alla confederazione (che costituiscono parte del fondo), venga distribuito alle categorie, premiando quelle che ottengono risultati migliori sul fronte della sindacalizzazione con piani strategici mirati in industrie chiave. Quindi, in qualche modo si propone che le risorse "tornino" alle categorie (il fondo è costituito da quote sindacali delle categorie ed altri enti che si affiliano all'AFL-CIO).
2. Organizzazione interna.
La Coalizione chiede l'accorpamento di alcune categorie ed una diversa ripartizione dei dipartimenti e dell'attività confederale, limitandone l'azione a livello centrale, quindi con una riduzione delle risorse a disposizione della confederazione. Non si propone una diversa quota sindacale, ma si evince dalle proposte che i fondi nazionali devono in qualche modo essere destinati alle categorie per potenziare la loro attività.
Secondo lo Statuto, ogni categoria versa alla confederazione 53 centesimi di $ per iscritto al mese; ogni struttura locale, inoltre, che aderisce direttamente alla Confederazione deve versare $ 5 al mese per iscritto; esistono, infine, versamenti diversi diretti per ottenere il “certificato di affiliazione” da parte di singole associazioni o strutture locali.
La Presidenza dell'AFL-CIO propone, invece, di rafforzare e creare, ove non esistenti, i councils sindacali statali e locali (una visione più confederale???). A questo fine propone una serie di azioni per rafforzare queste strutture, anche di natura budgetaria per monitorare e coordinare, con piani mirati, la destinazione e l’uso delle risorse.
Entrambi i documenti fanno riferimento alla necessità di campagne mirate nei confronti di grandi gruppi industriali (quali la Wal-Mart, che esercitano pratiche anti-sindacali. La differenza è nella ripartizione dei fondi, la segreteria AFL-CIO propone di utilizzare 7,5 milioni di $ per le campagne, la Coalizione 25 milioni dal fondo confederale.
Entrambi i documenti avanzano proposte per sostenere i sindacati a livello di azienda, in particolare nei sistemi di contrattazione.
3. Attività internazionale
L’AFL-CIO ha comunicato di aver chiuso il Dipartimento delle Politiche Internazionali, decisione che sarà ratificata al Congresso.
La proposta della Segreteria per l’attività internazionale è quella di continuare a sostenere le lotte dei lavoratori in altri paesi del mondo attraverso l’attività del Solidarity Center (di fatto una ONG che riceve fondi dal Dipartimento di Stato per progetti di cooperazione allo sviluppo, anche di natura sindacale). Il Solidarity Center, nella proposta della Segreteria dell’AFL-CIO dovrebbe anche occuparsi di iniziative internazionali nelle multinazionali, che coinvolgono i lavoratori dei vari paesi.
La Coalizione propone, invece, di “limitare” l’attività internazionale a campagne internazionali contro i datori di lavoro delle multinazionali che portano avanti pratiche anti-sindacali, al fine di rafforzare i sindacati nel mondo. In poche parole una visione dell’attività internazionale finalizzata a non logorare i diritti dei lavoratori americani, penalizzati dalla delocalizzazione e offshoring.
4. Politica
Entrambi i documenti sottolineano l’importanza che il sindacato sia attivo per cambiare il corso politico del paese, ma se l’AFL-CIO non si rafforza, questa azione è debole e poco credibile.
La Segreteria dell’AFL-CIO richiama alla necessità di creare un clima di attivismo politico tra i lavoratori sui temi sociali. Lo stesso fa il documento della Coalizione, sottolineando che l’azione politica è una delle responsabilità principali dell’AFL-CIO; la differenza è nelle risorse da mettere a disposizione, in quanto il documento della Coalizione sottolinea chiaramente che le risorse sia per incrementare gli iscritti sia per l’attività politica devono essere trovate tagliando “la burocrazia ed eliminando funzioni confederali che possono essere svolte dalle categorie”.
Entrambi fanno delle proposte su come coinvolgere maggiormente le strutture sindacali statali e locali, puntando su Stati chiave (documento Segreteria), o sulla necessità di programmi mirati, indipendenti dai partiti politici, centrati sui problemi del lavoro e dei lavoratori, coinvolgendo i dirigenti dei partiti a tutti i livelli (documento Coalizione).
Per la prima volta il documento della Segreteria dell’AFL-CIO fa esplicito riferimento alla necessità di “sviluppare nuovi rapporti politici per costruire ponti tra i partiti, al fine di ottenere il sostegno bipartisan” (alle proposte sindacali). Il documento della Coalizione è molto più esplicito sulla necessità di essere indipendenti dai partiti e costruire programmi sindacali forti sulle politiche sociali che riguardano il mondo del lavoro.
5. Governance interna
Entrambi i documenti fanno proposte diverse di cambiamento degli organismi decisionali interni, dove le categorie più rappresentative devono avere più peso; inoltre, si propongono incontri più frequenti del Comitato Esecutivo, l’organo decisionale più importante.
Il documento della Segreteria è più analitico e specifico nelle proposte.
Cinzia Del Rio
18/7/’05