UIL: immigrazione | Novità nel sito
Il nostro indirizzo e tutte le informazioni per contattarci

Immigrazione

INFORMAZIONI

Unar: sempre più giovani e maschi vittime di discriminazioni

Anticipazioni del rapporto 2009 dell’Ufficio antirazzismo delle Pari opportunità. Cresce di oltre l’8% la quota degli under 30 e del 10% tra 30 e 40 anni. “Luce sinistra sul futuro multietnico dell’Italia”. Meno visibili i casi di doppia discriminazione

(redattoresociale.it) - Roma, 3 febbraio 2010. Sempre meno donne, sempre più giovani. Ma anche in una condizione di vita tutt’altro che precaria e marginale. Sono le vittime di discriminazioni razziali secondo le denunce e le segnalazioni raccolte dall’Unar nel corso del 2009 (nel 2008 furono 339 quelle ritenute pertinenti). Il rapporto sarà presentato in occasione della prossima giornata mondiale contro il razzismo del 21 marzo, ma siamo in grado di dare delle anticipazioni sulle composizione demografica di coloro che ne sono protagonisti.

Rispetto al 2008 è passata dal 15,3% al 23,7% la quota delle vittime con età a inferiore a 30 anni, così come è cresciuta di quasi dieci punti (dal 26,4 al 36%) quella della fascia tra 31 e 39 anni, riportando la percentuale complessiva ai livelli del 2006. Un fenomeno, rileva l’Unar, che “getta una luce sinistra sul futuro multietnico dell’Italia”.

In aumento anche la percentuale degli uomini che si sono rivolti a questo Ufficio del Dipartimento Pari opportunità, passata dal 56,3 del 2008 al 61,3 dello scorso anno, un elemento preoccupante in quanto sembra ridurre la possibilità di far emergere i casi di doppia discriminazione (razza e genere). Dalle anticipazioni del rapporto si conferma inoltre come sia minima – il 9,3% - la quota di immigrati irregolari che sono risultati vittime di episodi di discriminazione, almeno secondo questo osservatorio basato finora solo su denunce e segnalazioni spontanee. L’86,3% ha un permesso di soggiorno (la metà per lavoro subordinato) e il 64% è sposato o convivente, quasi l’80% ha un diploma o una laurea (36,4%, in crescita rispetto al 2008).

Il rapporto dell’Unar è basato sulle segnalazioni che arrivano al call center (800 901010) da parte delle stesse vittime (66,2% dei casi, in calo di quasi cinque punti), di testimoni (15,8%) o delle associazioni accreditate (7,5%). E’ da sottolineare come risultino in generale più attendibili – “pertinenti” è il termine usato dall’Unar – le segnalazioni inoltrate dai testimoni (tre quarti del totale) rispetto a quelle delle vittime (53%). “Più che l’autopercezione nell’individuare i casi di effettiva discriminazione – rileva l’Ufficio – è fondamentale il ruolo dei testimoni, per questo occorre sviluppare interventi di sensibilizzazione dell’opinione pubblica per motivare i cittadini a denunciare gli episodi di cui sono testimoni”.

(st)

Valid XHTML 1.0 Transitional Valid CSS! [Valid RSS]