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Permesso di soggiorno elettronico

Il Viminale alle questure: a chi lo richiede certificate i motivi del permesso

Roma, 19 dicembre 2007. La smart card che ha sostituito il permesso di soggiorno cartaceo, “non riporta la motivazione per la quale l’intestatario viene autorizzato alla permanenza in Italia”. Comincia così un telegramma urgentissimo che il Direttore Centrale dell’Immigrazione e delle polizie alle frontiere, dott.ssa Angela Pria, ha inviato lo scorso 13 dicembre a tutte le questure d’Italia, per ovviare ad un problema che si è creato quando si è adottato il permesso elettronico, in applicazione di una specifica direttiva comunitaria.

Il problema è che la card non spiegando a che titolo uno è in Italia, mette in difficoltà i datori di lavoro che possono rispondere legalmente della decisone di dare impiego a chi non ha il titolo adeguato. “In attesa degli opportuni correttivi che a breve saranno introdotti, continua il telegramma, ed al fine di contenere i disagi originati dalla mancanza in parola, si rende necessario richiamare l’attenzione delle SS.LL. sull’opportunità di procedere – in presenza di espressa richiesta dagli interessati - rilascio di una specifica attestazione idonea a certificare i motivi che hanno dato luogo all’emissione del titolo di soggiorno elettronico”.

>> Il telegramma

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