Cgil, Cisl e Uil in piazza con le associazioni di immigrati per protestare contro gli alti costi ed i tempi eterni della burocrazia . Delegazione ricevuta dalla sottosegretaria Lucidi e da un gruppo di prefetti
(b.c.) Roma, 18 luglio – Il non governo in materia di immigrazione, i tempi lunghi e costi alti della burocrazia, la necessità di lavorare e vivere con un po’ di certezza nel futuro: queste ed altre le ragioni che hanno portato molti migranti, associazioni e sindacati ad un presidio ieri mattina a Piazza dell’Esquilino a Roma.
In una coreografica multietnica e multicolore, tra caldo, bandiere e striscioni erano presenti delegazioni di immigrati di Cgil, Cisl e Uil da tutta Italia. Gradita anche la partecipazione di associazioni di migranti ed altre come la Focsi e Nessun luogo è lontano, a riprova che la sensibilità su questo tema è a 360 gradi.
In materia di immigrazione, le cifre dell’emergenza sono leggibili nei dati ufficiali stessi forniti dal Viminale sulla nuova sperimentazione in materia di rinnovi dei permessi di soggiorno, quella per intenderci della convenzione con le Poste italiane e che ha visto i patronati dare assistenza gratuita a oltre trecentomila cittadini stranieri: 821.322 istanze di rinnovo presentate dall’11 dicembre, 281.027 pratiche “anomale” (in realtà soprattutto a causa del sistema informatico troppo “sensibile” agli errori di forma), e solo 50.094 pratiche “esaurite” in sette mesi.
La gravità della situazione è stata ben rappresentata dalle folte delegazioni sindacali ricevute in mattinata dal Sottosegretario Marcella Lucidi: la mole di rinnovi annuale è di circa 1,5 milione di pratiche che dovranno gradualmente sostituire il permesso cartaceo con quello elettronico richiesto dalle norme comunitarie. Di questo passo, quasi tutti i permessi verranno consegnati già scaduti e si dovrà ricominciare da capo con la richiesta a prezzi non certo modici: 72, 50 euro per ogni richiesta di rinnovo, di cui 30 € per le Poste, 27, 50 per il Poligrafico dello Stato e circa 15 € in tasse. Una cifra che, se viene moltiplicata per più membri del gruppo famigliare, diventa un vero e proprio investimento a fondo (spesso) perduto visti i risultati.
Ed oltre ai costi ordinari, gli immigrati hanno da pagare molto spesso i costi straordinari dovuti a piccole imperfezioni o errori nella compilazione delle domande. Domanda “anomala”, domanda da rifare, prezzo da ripagare. Come ha detto qualcuno, nel corso dell’incontro al Viminale, le code sono passate da “reali” davanti alle questure, a “virtuali” nel portale immigrazione ministeriale: ma con pochi cambi al fine del risultato finale.
All’ordine del giorno del presidio di ieri, anche altre questioni, a partire dai tempi burocratici molto lunghi e dalla confusione amministrativa che determina - a cascata - molti altri problemi agli immigrati. C’è per esempio da affrontare la questione di due circolari del Ministero dell’Interno (del 5 agosto 2006 e del 20 febbraio 2007) che attribuiscono alla ricevuta di richiesta del rinnovo, validità ai fini del lavoro, della scuola, della salute e finanche dell’espatrio. Una iniziativa giusta del Governo che però è stata messa in discussione da datori di lavoro e autorità in molte realtà italiane, provocando anche la sospensione dei lavoratori stranieri. La ricevuta, inoltre, non vale nell’area Schengen e quindi costringe gli immigrati a prendere un mezzo di trasporto diretto con il paese d’origine. A volte la situazione è ancora peggiore: in quanto alcune autorità nei Paesi d’origine hanno fatto problemi ai migranti in sede di rientro.
Da qui le richieste della delegazione sindacale all’incontro con l’On.le Lucidi: più chiarezza nelle relazioni tra le diverse amministrazioni dello Stato, quindi circolari e direttive chiare e concordate; maggiore scambio di informazioni tra Paesi Schengen, ma soprattutto con i Paesi origine dei migranti, ai fini di appianare le difficoltà; analisi dei fattori che producono ritardi nell’iter di rinnovo del permesso, al fine di introdurre i correttivi adeguati al fine di appianare la procedura.
Per tamponare l’emergenza si sono chieste due cose specifiche:
1) Un timbro della questura sul permesso di soggiorno scaduto, per estenderne la validità in attesa dell’arrivo del documento elettronico;
2) Decretazione d’urgenza al fine di dare maggiore validità alle circolari relative alla validità della ricevuta di richiesta del rinnovo.
3) Sul fronte dei rinnovi, riduzione dei costi del servizio (i 72,5 euro), visto che questo non viene erogato con puntualità ed efficienza;
Il ministero dell’Interno ha offerto l’impegno di avviare un percorso per trovare una soluzione ai problemi posti dagli immigrati. Molte delle richieste dei sindacati e degli immigrati sono però vincolate alla riforma della legge Bossi-Fini sull’immigrazione, che dopo il varo del consiglio dei ministri non ha cominciato ancora il suo percorso parlamentare.
Nell’incontro di ieri al Viminale, da parte dell’On.le Lucisi, sono stati fissati una serie di appuntamenti a breve per tentare di arrivare a una soluzione dei problemi posti dagli immigrati.
1) Per prima cosa, verrà emanata a breve una circolare a carattere interministeriale che dovrebbe riuscire a chiarire tutti i dubbi relativi la validità della ricevuta, sia ai fini di lavoro e fini amministrativi, sia a quelli relatici l’espatrio;
2) E’ stato fissato un incontro tra la sottosegretaria, il nuovo capo della polizia, Manganelli e 16 questori in rappresentanza delle città più calde dal punto di vista dell’immigrazione. In queste 18 questure si svolge il grosso del lavoro amministrativo legato ai permessi di soggiorno. In termini percentuali nelle 16 questure in questione passa circa il 56% di tutto il flusso dei permessi.
3) Entro la fine di luglio in ministero dell’Interno convocherà di nuovo i sindacati per fare il punto sulla situazione e sugli eventuali passi avanti che saranno stati fatti sia per quanto riguarda i costi dei permessi, sia per quanto riguarda i tempi;
4) Per lunedì 23 luglio è stato fissato un incontro tra i rappresentanti del ministero dell’Interno e quelli di tutti gli altri ministeri competenti in materia di immigrazione: il ministero della Salute e della Solidarietà Sociale, prima di tutto.
5) Il ministero dell’Interno si è anche impegnato a ricevere una nuova delegazione di immigrati a settembre per fare il punto. I sindacalisti presenti all’incontro di oggi con la sottosegretaria Lucidi hanno però detto che se a settembre non ci saranno novità sostanziali, la delegazione si trasformerà in una manifestazione di massa.
Come ultima informazione, va detto che l’incontro con il Ministero della Solidarietà Sociale è stato posposto a venerdì 20 luglio, data in cui una delegazione di immigrati e di rappresentanti sindacali sarà rivevuta dal ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero. All’ordine del giorno della riunione la situazione relativa ai decreti flussi 2007 è l’assenza finora di un decreto 2007 per i lavoratori stranieri a tempo indeterminato.