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Il 6,1% del Pil d'Italia grazie agli immigrati

Il 6,1% del Prodotto interno lordo italiano è frutto del lavoro degli immigrati. Nel 2004, quasi 2 milioni e 300mila stranieri hanno presentato la dichiarazione dei redditi (l'81%), pagando ben 1,87 miliardi di euro di tassi. Gli stranieri quindi, secondo le cifre presentate in occasione dell'uscita del libro "Viaggio nell'Italia dell'immigrazione", dimostrano che gli stranieri pagano le tasse molto più degli italiani. Un altro dato è emerso a Milano: un terzo delle nuove imprese avviate in Italia è aperto da immigrati

(ANSA) - ROMA - Il 6,1% del Pil italiano (86,7 miliardi di euro) è frutto del lavoro degli immigrati. Uno straniero su 2 (57%) ha il conto in una banca italiana e 560 mila dei circa 3 milioni di regolari nel nostro paese sono proprietari della casa dove abitano. Gli immigrati sono anche dei buoni contribuenti visto che, per gli ultimi dati del ministero dell'economia, evaderebbero le tasse meno degli italiani: nel 2004, ben 2.259.000 stranieri (81%) hanno presentato una dichiarazione dei redditi; 1,87 miliardi di euro sono stati pagati in tasse dagli stranieri che nel complesso hanno dichiarato guadagni per 21,3 miliardi di euro. Sono alcune delle cifre contenute nel libro "Viaggio nell'Italia dell'immigrazione", a cura di Elisa Cozzarini in cui si racconta il giro per l'Italia (15 incontri) che il ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero, e il sottosegretario, Cristina De Luca, hanno avuto con amministratori regionali, locali ed associazioni degli immigrati, facendo così il punto (regione per regione) sullo stato dell'arte in materia. Altri dati interessanti arrivano da Milano, dove si è svolta la conferenza pubblica di presentazione del progetto "Voci, volti, visioni, la reputazione delle imprese immigrate e la comunicazione della loro diversità". In Italia un terzo delle nuove imprese viene aperto da immigrati e al momento le società con titolare straniero superano un totale di 200mila unità. Tante le storie, presentate in un video, di imprenditori stranieri che hanno avviato un'attività in Italia: Eusebio, togolese, ottico sopraffino che si nasconde dietro lenti da fantascienza; l'immagine-simbolo del progetto, di Patricio, che vuole rifare a Pavia il 'queso' fresco ecuadoregno e che intanto ha pagato 25mila euro di multa per una parola di troppo nell'etichetta. Poi c'è la fragilità di Chikako e dei suoi pregiati sakè, la grinta dell'argentina Valeria, web real estate manager dalla Patagonia al Chianti, le ansie dell'ingegner Gloria Orellana per il futuro del suo phone center o della cinese Mehiua per il minimarket a Chinatown. Si scopre anche il vero volto di Juan Josè Fabiani, patron del festival Latinoamericando, così come i sapori e la bellezza del Marocco di Karim e Fatima.

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