Gli esiti di un incontro tra il CIR ed il Ministro dell’Interno, in materia di riforma organica del diritto d’asilo
Roma, 26 febbraio - Entro il 2007 anche l'Italia potrebbe avere una vera normativa sul diritto d'asilo, grazie all'attuazione di due direttive europee e a un disegno di legge ad hoc. È lo scenario delineato venerdì scorso durante un incontro tra Savino Pezzotta e Christopher Hein, Presidente e Direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati, il Ministro dell'Interno Giuliano Amato e la Sottosegretaria Marcella Lucidi. Nel corso dell’incontro – richiesto da tempo dal Consiglio Italiano per i Rifugiati - Il CIR, ha insistito sul principio di una legge organica sul diritto di asilo, anche in attuazione dell’Articolo 10 della Costituzione, ricordando la propria proposta articolata (testo consultabile al sito www.uil.it/immigrazione ) ed il documento congiunto del Tavolo Asilo. Amato ha accolto il principio di normative separate per l’immigrazione e l’asilo, prospettando di arrivare sull’asilo ad una specie di Testo Unico composto essenzialmente da 3 elementi: a. la trasposizione della Direttiva europea sulle qualifiche di rifugiato e la protezione sussidiaria per la quale esiste già una delega da parte del Parlamento, che deve consumarsi entro agosto 2007; b. la trasposizione della Direttiva europea sulla procedura d’asilo, ugualmente su base di una delega del Parlamento già esistente, da consumarsi entro dicembre 2007; c. la presentazione di un disegno di legge limitato alle materie non contemplate dalle due Direttive. Secondo quanto riportato dal CIR, per il Ministro Amato i tre elementi legislativi dovrebbero essere presentati congiuntamente e quindi, di fatti, configurarsi come un pacchetto unico. Il sottosegretario Lucici, non per la prima volta, ha sollevato due problemi che, secondo lei, nel passato hanno impedito l’approvazione della legge asilo: a. Il concetto molto ampio di diritto d’asilo contenuto nell’Articolo 10 della Costituzione; b. i costi dell’attuazione di una riforma organica. Sulla prima perplessità il CIR ha ribadito come la Costituzione vada attuata, a meno che il Governo non intenda proporre una modifica dell’Articolo 10, ipotesi da escludere. Hein e Pezzotta hanno aggiunto che la proposta del CIR già prevede una limitazione del campo di applicazione dell’Articolo 10 nel senso che il richiedente, per poterne usufruire, deve comunque poter dimostrare una avvenuta grave violazione dei diritti umani fondamentali, elencando anche le forme che possono assumere gli atti che nel paese di origine impediscono l’effettivo esercizio delle libertà democratiche. In quanto alle materie non contemplate dalle Direttive europee, Pezzotta e Hein hanno innanzitutto sollevato la questione dell’arrivo legale e protetto in Italia di rifugiati e richiedenti asilo, Amato ha accolto con grande interesse il punto e ha parlato, come esempio, della situazione di rifugiati eritrei che si trovano in campi di raccolta in Libia. Ha menzionato anche in questo contesto il rischio di refoulment. Inoltre ha detto che solo meccanismi di arrivo legale e protetto potrebbero giustificare operazioni congiunte di sorveglianza e intercettazione nell’ambito di Frontex, i quali rischiano di intercettare ed eventualmente respingere indiscriminatamente anche persone con necessità di protezione internazionale. Parlando delle effettive lacune nel sistema attuale, l’On. Lucidi ha menzionato la situazione di un gran numero di rifugiati e rifugiati umanitari che non trovano né accoglienza né misure di integrazione, prospettando una collaborazione con il CIR in questo ambito.
In conclusione Amato, ha spiegato il CIR - ha detto di condividere la necessità di arrivare in tempi brevi ad una legge organica sul diritto d'asilo, sottolineando che comunque il governo dovrà entro quest'anno rispondere agli obblighi comunitari e quindi attuare due importanti direttive UE in materia, per le quali esiste già una delega del Parlamento: una sulle qualifiche di rifugiato e la protezione umanitaria e l'altra sulle procedure d'asilo". Ricordiamo che fine novembre scorso il Cir ha presentato una proposta di legge organica che definisce il campo di applicazione dell'asilo politico, identificando autori, vittime e situazioni concrete in cui vengono negati i diritti fondamentali e prevede protezione temporanea anche per gli sfollati, che sono scappati a guerre e violenze. Il testo illustra una procedura univoca per l'esame delle domande d'asilo ed esclude qualsiasi forma di trattenimento dei richiedenti che verrebbero accolti in strutture aperte affidate a Comuni. Del Consiglio Italiano per i Rifugiati sono soci fondatori anche Cgil, Cisl e Uil, che partecipano con propri rappresentanti nel Comitato direttivo e nell’Assemblea dei soci.
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