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La Repubblica Milano

Brescia un'altra giornata di protesta sulla gru. L'intervento della Curia: le istituzioni ascoltino

Resistono i cinque immigrati che chiedono di essere regolarizzati come previsto dalla sanatoria 2009. Il direttore della Pastorale dei migranti: "Servono luoghi di dialogo reali anche sui diritti degli stranieri"

Brescia, 1° novembre 2010 - Sono più di due giorni ormai che un gruppetto di immigrati occupa una gru del cantiere della metropolitana a Brescia per protestare contro l'esclusione dalla sanatoria 2009 e la mancata regolarizzazione. In cinque sfidano vento e pioggia battente, ma non mollano. Saliti in nove sabato pomeriggio alle 16 sul braccio meccanico a trenta metri d'altezza, sono rimasti in cinque. Quattro sono stati fatti scendere per lo spazio troppo esiguo che costringe a fare i turni per ripararsi in cabina e per le precarie condizioni di salute. I resistenti a oltranza non intendono cedere: "Sono tutti determinatissimi e con il morale molto alto" ha spiegato Umberto Gobbi dell'associazione Diritti per tutti che ha supportato la protesta, "non cederanno finché non saranno ascoltati dalle istituzioni".

E anche la Curia di Brescia prende posizione sulla clamorosa protesta: "E doveroso precisare che siamo contrari a qualsiasi forma di manifestazione che violi la legge o i diritti altrui - ha fatto sapere con una nota don Mario Toffari, direttore della Pastorale dei migranti -. Detto questo va ribadita, però, la necessità di luoghi istituzionali di ascolto reale anche dei diritti e delle proteste dei migranti. Nel caso specifico bisogna ribadire che il primo decreto sulla sanatoria-regolarizzazione lasciava chiaramente intendere che ad essa potevano accedere anche coloro che avevano ricevuto il foglio di via non per reati, ma solo per clandestinità"

La protesta sulla gru

Nella serata di ieri è arrivato anche l'assessore ai servizi sociali del comune di Brescia, Giorgio Maione. Ai cinque, cibo e vestiario vengono issati con una carrucola manovrata da un vigile del fuoco. Il cibo, anche del couscous è stato donato dai ristoratori del quartiere del Carmine, dove si trova il cantiere e che è abitato da moltissimi immigrati.

Oggi il pranzo è stato preparato dalla moschea pachistana. Al cantiere sono poi stati portati diversi indumenti in modo che possa essere garantito un cambio ogni 4-5 ore. Nonostante questo, gli extracomunitari si preparano ad affrontare un'altra notte al freddo, sotto la pioggia. Ieri mattina uno di loro, raggiunto telefonicamente, ha spiegato che dormono in una sorta di tenda realizzata con un telo. I cinque rimasti sulla gru hanno detto d'essere in condizioni fisiche per proseguire la protesta. Chiedono un incontro a Roma. Nel frattempo è già stata indetta una manifestazione per sabato prossimo a Brescia.

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