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Immigrazione

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da "Il Piccolo" di Trieste

Imprese, in Friuli il 30% degli assunti è straniero

I cittadini stranieri non sono solo una risorsa per il mondo economico, sono una risorsa per la società. E' questa la convinzione della Regione Friuli Venezia Giulia che, oggi e domani, organizza a Pordenone la conferenza regionale sull'Immigrazione. Il 30 % delle assunzioni, da parte delle aziende della Regione, coinvolge i lavoratori stranieri

Pordenone, 4 maggio – Il 30 per cento delle assunzioni, da parte delle aziende del Friuli Venezia Giulia, interessa lavoratori stranieri: quasi 5000 nel 2006 (dati Excelsior), circa 7000 nel 2005. Il mondo economico del Friuli Venezia Giulia ha bisogno della manodopera immigrata, ne ha bisogno nei settori tradizionali come quello industriale delle costruzioni, ma ne ha ancor più bisogno nei servizi: assistenza agli anziani, pulizie (dove rappresentano il 68 per cento degli addetti), ecc. Ma i cittadini stranieri non sono solo una risorsa per il mondo economico, sono una risorsa per la società.

Ne è convinta la Regione che, oggi e domani, organizza a Pordenone la conferenza regionale sull'Immigrazione, una due giorni per studiare quello che è stato costruito – in termini normativi e sociali – nell'ultimo quadriennio, ma anche le strategie per il futuro. In una regione in cui l'incidenza dei cittadini stranieri sulla popolazione tocca quasi il 7 % (con punte del 9,4 % a Pordenone), e in cui si prevede il passaggio da 73375 a 104372 immigrati residenti nel giro di quattro anni (fonte Ires Fvg), l'integrazione è un processo in continua evoluzione. «Non è sicuramente semplice – dice l'assessore regionale Roberto Antonaz -, le sfide sono molte e anche le difficoltà non vanno negate. Penso all'integrazione tra i banchi di scuola, al problema degli infortuni sul lavoro, alla questione della casa. Nonostante questo credo che siamo riusciti a costruire una rete sociale importante, grazie anche a una legge che è diventata modello per altre regioni».

Secondo Antonaz, il Friuli Venezia Giulia guarda al fenomeno con «serenità e con un senso di responsabilità. Qualcuno cerca talvolta di strumentalizzare singoli episodi ma la popolazione della regione vive il fenomeno dell'immigrazione con maturità: abbiamo saputo far tesoro delle esperienze dei nostri emigrati». La sue giorni sarà soprattutto un'opportunità di confronto con le tantissime realtà pubbliche e del privato sociale che si occupano di immigrazione. Sarà anche l'occasione – a due anni dall'entrata in vigore dalla legge approvata dalla Regione – per fare il punto sui risultati conseguiti. Sono oltre 500 le adesioni, di enti locali e associazioni di volontariato, alla Conferenza.

«Dalle adesioni - dice Antonaz, - si profila una partecipazione straordinaria. E tutti essere soggetti attivi in quanto potranno discutere in gruppi di lavoro tematici e intersettoriali».

I lavori della Conferenza cominceranno questa mattina con gli interventi di Antonaz e degli assessori regionali Roberto Cosolini e Ezio Beltrame. È inoltre prevista la presenza del sottosegretario all'Istruzione, Letizia De Torre. Sabato, al termine dei lavori dei gruppi, le conclusioni saranno tratte dal ministro Ministro delle politiche sociali Paolo Ferrero. «La presenza di due esponenti del governo – conclude l'assessore – è testimonianza di sensibilità e interesse per il lavoro che abbiamo svolto in questi anni».

m.mi

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