Bozza di documento
Di fronte alla difficile situazione politica, con un centro sinistra debole e litigioso, e un polo di centro-destra che non nasconde i suoi sentimenti xenofobi, islamofobi e anti-immigrati, è difficile restare a guardare, anche per chi, come i cittadini che non hanno nazionalità italiana, non può partecipare direttamente. La costituzione del Partito Democratico, con tutte le contraddizioni ancora irrisolte, si propone comunque come un obiettivo importante, e una occasione per diminuire la distanza tra la politica e i cittadini – specialmente quelli più emarginati, o addirittura esclusi dalla vita politica.
Per dare il proprio contributo alla costituzione del PD, e in vista dell’appuntamento del 14 ottobre prossimo per la Costituente del partito, cittadini di diverse nazionalità e a diverso titolo impegnati nel campo dell’immigrazione, della lotta al razzismo, della sensibilizzazione e dell’educazione interculturale, abbiamo deciso di costituire “TUTTICOLORI”, una Lista interculturale per il Partito Democratico: che testimoni una scelta di democrazia plurale, di fiducia nella convivenza e di rifiuto di qualsiasi forma di discriminazione.
Siamo donne e uomini di professioni e culture differenti: ma ci accomunano esperienze simili di incontro, di confronto, di dialogo e di lavoro svolto insieme, che ci hanno enormemente arricchito. Da queste esperienze abbiamo imparato che anche nelle situazioni più difficili e conflittuali la convivenza è possibile; ed è anzi l’unica risposta che può produrre crescita civile e sociale, sconfiggendo i rischi di regressione e conflittualità permanente. Questa consapevolezza ci rende ancora più inquieti per l’abisso tra la ricchezza della nostra esperienza e la miseria dell’attuale dibattito: caratterizzato dall’allarmismo dei media e dalla gara a chi promette misure sempre più dure e muri sempre più impossibili da erigere contro lo spettro mai dimostrato, né realmente analizzato, di una “invasione di clandestini” nel nostro paese.
Così non si placano le paure degli italiani, ma si rischia di confermarle e dunque alimentarle. Si finisce anzi per incoraggiare l’astensionismo, che alle tante ragioni di allontanamento dalla politica aggiunge il disgusto per la diffusione e la legittimazione di un senso comune razzista anche a sinistra.
In Italia, secondo la Caritas, sarebbero già circa 1 milione gli stranieri "lungo-soggiornanti" (5 anni di residenza) potenziali beneficiari del voto amministrativo. E nel 2008 arriverebbero a 1,5 milioni. Alcuni di noi (in questo gruppo cui hanno già aderito oltre 200 persone in tutta Italia) non hanno nemmeno il diritto di votare, ma si sentono – e vogliono essere riconosciuti – come parte di questa società, come soggetti politici. Intendiamo prendere la parola, e far sentire anche la nostra voce: non essere soltanto oggetto di strumentalizzazione politica, da una parte e dall’altra; o essere ignorati, perché non portiamo consensi.
Sia chiaro, non siamo quelli dei buoni sentimenti: non partiamo da dati ideologici o generici atteggiamenti solidaristici, ma da una analisi razionale della situazione attuale e delle sue cause , di cui abbiamo imparato ad individuare radici e respiro internazionale.
Occorre una ventata di aria nuova: è venuto il momento di creare un clima diverso, di apertura, di speranza, di fiducia nelle cose in cui si crede, nei valori che distinguono una società aperta da un sistema basato sull’intolleranza e l’esclusione. Occorre riportare il dibattito politico dai fantasmi alla realtà: la realtà di un mondo globale, carico di squilibri, in cui l’Europa può esercitare un ruolo attivo solo rinnovandosi e guardando avanti, oltre la spirale autodistruttiva dei nazionalismi, della xenofobia, degli pseudo-conflitti di culture. La realtà di un centrosinistra che ha fatto molto sul piano della lotta alle discriminazioni, dei diritti umani, civili e sociali di immigrati e immigrate: ma che deve anche fare i conti con i propri errori e le proprie contraddizioni, e mettere in campo con il nuovo Partito Democratico impegni chiari e coraggiosi per la convivenza e l’integrazione.
In questo senso, la Lista “TUTTICOLORI” non vuole essere semplice momento di denuncia o rivendicazione, ma intende portare nel nuovo Partito, in positivo, i temi della valorizzazione delle differenze e del confronto interculturale, strumenti essenziali per affrontare i nodi dell’immigrazione, della cooperazione internazionale e del razzismo. La soggettività e la libertà delle donne sono per noi parte integrante di questo percorso di democrazia e cittadinanza plurale.
Convinti che sia il tempo di passare alla fase dell’inserimento e dell’integrazione, proporremo quindi momenti di confronto sulla nuova Legge Amato Ferrero, stimolando il nuovo Partito Democratico a prendere posizioni chiare su alcuni punti qualificanti:
- Misure concrete per l’integrazione nella società, nella scuola, nei servizi sociali, negli ambiti associativi, nella cultura – equilibrando l’inserimento con la tutela dell’identità culturale e religiosa delle Comunità di appartenenza e con i diritti di libertà della persona e di uguaglianza tra i sessi.
- Meccanismi più adeguati per l’ingresso regolare e per l’inserimento nel lavoro, con l’attivazione delle liste e delle garanzie previste dalla nuova Legge e procedure più chiare e semplici.
- Lotta più incisiva al lavoro nero, alla tratta delle donne e dei minori, allo sfruttamento degli ingressi clandestini: garantendo in ogni circostanza il rispetto dei diritti umani, della dignità della persona, dell’uguaglianza davanti alla legge.
- Un orizzonte e un respiro europeo di lotta a ogni forma di discriminazione, palese o nascosta: con l’individuazione di misure e strumenti per combattere pregiudizi, stereotipi e luoghi comuni: soprattutto quello dell’identificazione tra immigrazione e criminalità.
- Fare i passi necessari per il voto amministrativo: occorre riconoscere il diritto di accesso degli immigrati alle decisioni relative alla realtà in cui vivono e pagano le tasse e i contributi: il quartiere, il comune, la provincia, la regione.
- Disegnare un percorso di cittadinanza più percorribile, meno rigido e escludente, che preveda un concetto di cittadinanza adeguato ai nuovi tempi.
- Approvare subito la legge per l’asilo politico, che è stata recentemente presentata in Parlamento da un vasto schieramento trasversale anche rispetto ai Poli.
Vi chiediamo di aderire, personalmente o in nome delle vostre associazioni. Raccoglieremo contributi, solleciteremo adesioni e consensi: e proporremo in tutta Italia iniziative ( quali la realizzazione di un Libro bianco sulla deriva xenofoba, un ciclo di conferenze, manifestazioni culturali) e momenti di confronto sulle scelte e sullo stesso programma del Partito Democratico.
Info: Tutticolori
Lista interculturale per il Partito Democratico
tel./fax 06.37511087
e-mail
info@archivioimmigrazione.org