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Sposano due tunisini la Nato le licenzia

Due donne di nazionalità olandese, dipendenti della Nato, hanno perso il posto di lavoro dopo essersi sposate con due uomini tunisini. Una di loro ha deciso di fare causa e ora il caso sarà sottoposto all'esame della Corte di giustizia dell'Aja.

(ANSA) Bruxelles, 30 agosto 2007 - Due dipendenti della Nato (l'Organizzazione del Patto dell'Atlantico del Nord) hanno perduto il loro posto di lavoro dopo essersi sposate con due uomini tunisini. Il caso, denunciato dalla stampa olandese, approderà davanti alla giustizia dell'Aja il 10 settembre per iniziativa di una delle due donne che si è rivolta ad un legale intentando una causa. Al quartiere generale della Nato, a Bruxelles, fonti interne confermano la vicenda, pur non fornendo dettagli e precisando che si tratta "puramente di una questione tra le due dipendenti e l'Agenzia di intelligence dell'Olanda". In seguito al matrimonio, le due donne sono state infatti private dello status di affidabilità necessaria per accedere agli edifici e ai documenti della Nato. "Per lavorare alla Nato bisogna essere in possesso della 'security clearence' concessa dal governo della nazione di appartenenza", spiega all'Ansa un funzionario. "Dal momento in cui l'Agenzia di intelligence olandese ha privato le due dipendenti della 'security clearence', la perdita del posto di lavoro alla Nato subentra automaticamente, per via delle regole interne". Le due donne, Gerda e Patricia, lavoravano alla base di Geilenkirchen, in Germania, a pochi chilometri dal confine olandese, che ospita 17 Awacs. Durante le vacanze in Tunisia entrambe hanno deciso di sposare nel paese africano partner musulmani e al loro rientro in patria l'Agenzia generale di intelligence per i servizi di sicurezza (Aivd) le ha private della 'security clearence'. Un quotidiano olandese, De Telegraaf, rivela che i due uomini sarebbero stati classificati dai servizi come "estremamente pericolosi" e il matrimonio definito "sospetto". Una delle due donne era assistente personale del vice responsabile della base, colonnello Jelle Zijlstra che, secondo quanto riferito dalla stampa olandese, difenderebbe le due dipendenti. "Queste signore hanno lavorato con lealtà per noi per anni, perchè non dovrei dare loro sostegno morale? Non sono a conoscenza di azioni sbagliate", avrebbe dichiarato. Nel frattempo, una delle due donne ha chiesto il divorzio da suo marito e chiesto di potere riavere il proprio lavoro alla Nato. E' la stessa che ha deciso di denunciare lo Stato olandese per averla privata della 'clearence security'. La parola ora passa ai giudici.

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