Migrazioni e società italiana
Secondo un rapporto elaborato dalla Fondazione ISMU, tra 10 anni saranno 7 milioni.
Milano, 7 mar. - Gli immigrati in Italia sono gia' circa 4 milioni e saliranno fino a un massimo stimato in 7 milioni nei prossimi 10 anni. E' quanto emerge dal XII rapporto sulle migrazioni, elaborato dalla fondazione Ismu (Iniziative e Studi sulla Multietnicità) e presentato ieri a Milano. Viene così confermata una stima già fatta da Cgil, Cisl, Uil in occasione dei decreti flussi del 2006, quando si valutò in circa il 25% la quota di irregolarità sul totale della popolazione straniera presente nel nostro Paese. All'inizio del 2006, secondo la Fondazione Ismu, gli immigrati erano 3,772 milioni, pari a circa il 7% della popolazione; di questi, circa 3 milioni sono regolari, e 760 mila irregolari. In crescita il numero dei minori: dai 50 mila censiti fra i residenti regolari nel 1991, sono passati ai 284 mila del 2001 per raddoppiare ulteriormente nei successivi cinque anni, fino a diventare 585 mila a fine 2005 (circa il 21,9% dell'intera popolazione straniera. Un forte impulso a questo dato e' stato dato dalle nascite, che contribuiscono per il 60% allo aumento: dalle 34 mila del 2003 si e' passati alle quasi 52 mila del 2005, pari al 9,4% del totale dei nati in Italia con un incremento del 6,2% rispetto al 2004. Gli immigrati trovano sempre di più una collocazione nel mercato del lavoro regolare. A fine 2005, sempre secondo il rapporto Ismu, l'Inail conta 1,7 milioni di lavoratori stranieri, oltre il 10% degli iscritti; rispetto alle assunzioni fatte nel 2005, l'incidenza degli immigrati e' pari al 16% del totale. Ancora piu' elevata e' l'incidenza sui nuovi assunti pari al 19%. I dati Istat invece sottostimano il fenomeno: nel secondo trimestre 2006 l'Istituto conta 1,375 milioni, di cui 834 mila uomini e 541 mila donne, corrispondenti a un tasso di occupazione dell'84,2% per gli uomini e del 51,2% per le donne. Quelli assunti regolarmente si concentrano al nord (65%), un quarto al centro e solo il 10% al Sud. La maggior parte (786 mila) e' impiegata nel settore dei servizi, composto per il 57% da uomini e per l'84% da donne. Nell'industria e' impiegato il 27% (oltre l'80% al Nord), il 28% nell'edilizia e una minima parte nell'agricoltura. Quasi il 40% e' in possesso di un titolo di studio equivalente al diploma, il 36% ha una scolarita' dell'obbligo, il 14,5% la laurea. Al termine del 2006, il 4,2% degli immigrati svolge un'attivita' imprenditoriale, soprattutto al Nord. Per quanto riguarda la scolarita', nel 2005/2006, sono iscritti alle scuole italiane 424.683 studenti stranieri, il 4,8% del totale, mentre nel 2000 erano il 2%. Il 10,9% degli stranieri extracomunitari possiede l'appartamento in cui abita: nel 2005, hanno concluso 116 mila acquisti e il 18% ha intenzione di acquistare una casa nell'immediato futuro. A Milano, c'e' una zona a nord est in cui oltre il 30% degli abitanti risulta di origine straniera. Infine, la criminalita': al 31 luglio 2006, gli stranieri nelle carceri sono il 33% del totale (20.088 su una popolazione di 60.710).