Da Metropoli - Repubblica, giovedì 1 marzo 2007
Secondo uno studio della "Fondazione Leone Moressa" di Mestre, la maggior parte delle colf o badanti che lavorano in Italia provengono dall'Est Europa, hanno 40 anni e risiedono nelle grandi città. Lo studio, che traccia l'identikit di questa figura professionale, sottolinea l'importanza sociale del lavoro a domicilio e dell'assistenza familiare fornita da colf-badanti straniere. Intanto dal primo marzo entra in vigore il nuovo contratto per colf, badanti e baby-sitter
Venezia, 2 marzo 2007- Donna, proveniente dall'Est Europa, 40 anni, residente soprattutto nelle grandi aree metropolitane. E' questo l'identikit della colf-badanti straniere regolari che vivono e lavorano in Italia secondo uno studio della "Fondazione Leone Moressa" di Mestre (Venezia) sull'importanza sociale del lavoro a domicilio e dell'assistenza familiare fornita da colf-badanti straniere.
Secondo gli ultimi dati dell'Inps, sono ormai 366.000 le colf o badanti straniere che lavorano regolarmente in Italia: un numero imponente che, negli ultimi quattro anni, grazie soprattutto alla legge Bossi-Fini sulla regolarizzazione dei rapporti di lavoro del 2002, è quasi triplicato (+173,5%).
Come in tutte le società ricche quello dell'assistenza domestica e familiare, è un lavoro svolto soprattutto da stranieri: negli ultimi quattro anni l'incidenza dei collaboratori familiari stranieri sul totale dei lavoratori è passata del 51,5% registrata nel 2000 al 74,3% del 2004.
Un lavoro rivolto soprattutto alle persone anziane o non autosufficienti che si coniuga al femminile: quasi nove persone su dieci impiegate sono donne. Sono giovani (in media non superano 40 anni) che hanno lasciato marito e figli per trovare, da sole o con l'aiuto di amici o familiari già soggiornati nel Paese di destinazione, uno stipendio sufficiente in parte per sopravvivere e in parte da destinare in patria. Provengono soprattutto dai Paesi dell'Est Europa (54,3%), dall'America del Sud (15,2%) e dalle Filippine (13,4%).
Le colf-badanti operano soprattutto nelle aree metropolitane: maggiormente interessate sono soprattutto le province di Roma (81.074 ), Milano (49.328), Napoli (19.368) e Torino (18.276); ultime in classifica le province insulari di Oristano (66 unità censite), Nuoro (82), ed Enna (171).
Intanto dal primo marzo entra in vigore il nuovo contratto per colf, badanti e baby-sitter.
I lavoratori sono stati inquadrati in quattro livelli, a ciascuno dei quali corrispondono due parametri retributivi, il superiore dei quali è definito "super". Le retribuzioni sono state rimodulate su queste nuove figure: se, ad esempio, per una colf fissa (livello a), con esperienza inferiore ai 12 mesi, è previsto un minimo retributivo di 550 euro al mese, per una badante con esperienza (livello b super) che assiste persone autosufficienti (anziani o bambini) si parte da un minimo di 750 euro al mese. Mentre per l'assistenza a persone non autosufficienti (livello c super) lo stipendio minimo è di 850 euro al mese.
Per i lavoratori non conviventi, invece, è prevista una tabella che fissa valori minimi orari, differenziati a seconda delle mansioni. Nel caso di una baby sitter, ad esempio, la paga oraria parte da 4,70 euro. Solo 4 euro, invece, per colf con poca esperienza, addetti alle pulizie o alla lavanderia, aiuto cuoco, stallieri e assistenti di animali domestici.