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Minori stranieri non accompagnati: il pacchetto sicurezza spinge all’arrivo di minori sempre più giovani

Di Angela Scalzo (Dipartimento Politiche Migratorie UIL)

La grave situazione relativa ai casi di minori stranieri non accompagnati in Provincia di Ravenna, a seguito delle modifiche introdotte dalla legge 94/09 all'art. 32 dlgs 286/98, in materia di conversione del permesso di soggiorno al compimento della maggiore età, ci induce ad inquadrare la problematica nel variegato contesto italiano ed a leggerne la sua traduzione giuridica in forma non lineare, ma a secondo della città di accoglienza.

Concordiamo sulla severità dei criteri che la legge ha previsto per la conversione del permesso di soggiorno: permanenza di almeno tre anni sul territorio italiano prima del conseguimento della maggiore età; conseguimento di un percorso di integrazione sociale di almeno due anni presso un ente riconosciuto. Criteri che hanno prodotto non pochi problemi sul territorio, come confermano anche i dati di una prima rilevazione in sei città italiane effettuata da Save the children in Italia: Roma, Palermo, Napoli, Torino, Ancona e Milano. Città scelte perché maggiormente rappresentative in termini di presenza di questi minori. Da alcuni dati da loro rilevati si evince che 2.503 sono i minorenni segnalati per la prima volto nei primi 6 mesi del 2009, dei quali ben 1900 non maturano i requisiti temporali richiesti dalla normativa in vigore. Altri 4.559 minori sono stati segnalati e diventati maggiorenni nel 2009 , subiranno in minima parte gli effetti della 94/2009. perché l’80% è riuscito a convertire il proprio permesso, prima dell’entrata in vigore della legge.

Si registra, perciò, una mancanza di omogeneità e di coordinamento a livello nazionale. Il reato di ingresso e soggiorno illegale viene contestato ai minori solo in alcune città, in merito alla conversione, invece, solo alcune questure stanno applicando il regime transitorio.

La nuova normativa ha comunque delle conseguenze nei confronti del processo migratorio. Infatti si rileva già un abbassamento dell’età dei minori che entrano oggi in Italia, esponendo loro al rischio di intraprendere percorsi migratori pericolosi , con il pericolo di cadere nella rete della tratta e alimentando fenomeni di criminalità.

Situazione, quest’ultima, penalizzante per lo Stato anche dal punto di vista finanziario, in quanto provoca un dispendio di risorse umane e monetarie che si traduce in costosi progetti di integrazione accompagnati dalla frustrazione del non inserimento e dalla demotivazione del minore che non ha la certezza dei documenti alla fine del suo iter formativo.

Questa la situazione attuale nelle 5 città scelte a campione, dalla rilevazione di Save The Children, sull’impatto della legge 94/2009:

Tutte le città scelte a campione confermano, comunque, il calo di presenza di minori non accompagnati negli ultimi anni e soprattutto il pericoloso abbassamento dell’età dei minori, scesa in media tra gli 11 ai 14 anni per effetto negativo della legge in oggetto.

Questo il quadro frammentario che denota l’assoluta mancanza di coordinamento su scala nazionale, come confermato dall’ottima ricerca di Save the children. Da parte nostra, al fine di garantire una soluzione di lungo termine per i minori non accompagnati qui in Italia, proponiamo:

a) un coinvolgimento del Parlamento per attuare una riforma normativa che garantisca la possibilità di permanenza in Italia e l’integrazione anche da maggiorenni;

b) Il Ministero dell’Interno, deve fornire indicazioni tempestive alle questure in merito all‘applicazione del regime transitorio;

c) Chiediamo la possibilità di convertire il permesso di soggiorno ai minori affidati (l. 184/83) all’interno di un nucleo familiare, anche monoparentali ;

d) Va ricordato che i minori egiziani sono sottoposti a tutela fino al 21° anno d’età (per la differente legislazione egiziana in materia);

e) Va garantito un effettivo monitoraggio sull’applicazione della normativa fino alla maggiore età;

f) Vanno forniti chiarimenti in merito alla non applicabilità del reato di immigrazione clandestina dei minori stranieri e dell’aggravante per i minori autori di reato, quest’ultimi in concerto con il Ministero della Giustizia.

g) Ed infine, va richiesto ai tribunali per i minorenni di favorire un’interpretazione estensiva (art. 25/34 n.1404) per un allungamento dei tempi di inserimento lavorativo, per coloro che non abbiano concluso il percorso di integrazione.

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