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Violenza domestica, permessi alle vittime

Il governo sta lavorando a una norma che protegga le donne straniere dalla violenza domestica nelle loro case. Lo ha annunciato il sottosegretario al ministero dell'Interno, Marcella Lucidi, durante un seminario sul ruolo delle migranti, organizzato a Roma dall'Oim. Il ministero sta mettendo a punto una direttiva che dovrebbe consentire alle donne vittime di violenze in ambito familiare di poter ottenere un permesso di soggiorno autonomo e "sganciarsi" dal marito violento

Roma, 6 settembre 2007 –Serve una nuova norma per garantire i diritti alle donne immigrate vittime di violenza nelle loro case. Per questo, il ministero dell'Interno sta preparando una direttiva specifica. Lo ha annunciato questa mattina il sottosegretario all'Interno, Marcella Lucidi, che ha partecipato a un seminario internazionale sul "ruolo delle donne migranti" organizzato a Roma dall'Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni) e dall'Isesco.

"Ci siamo interessati alla tratta, al tema delle vittime dello sfruttamento della prostituzione, della garanzia dei diritti umani negati, ma non abbiamo ancora una norma per tutelare le donne immigrate vittime di violenza nelle loro case", ha spiegato il sottosegretario all'Interno che ha ripercorso nel suo intervento al seminario la storia dell'immigrazione in Italia e in particolare il ruolo che hanno avuto le donne mettendolo anche in relazione alla grande storia di emancipazione femminile che ha segnato il secolo scorso in Europa.

Molti sono gli aspetti culturali, economici e sociali che riguardano il ruolo delle donne migranti. Ma il sottosegretario Lucidi ha voluto soffermarsi in particolare sull'aspetto specifico della violenza in famiglia e delle tante forme di sottomissione alle quali sono spesso costrette le donne. Ci sono donne ancora segregate nelle loro case, ha spiegato Marcella Lucidi, ci sono donne che non possono lavorare e spesso, nelle famiglie, prevalgono ancora culture patriarcali arcaiche.

C'è soprattutto il grave problema del permesso di soggiorno. Spesso le donne non hanno un loro permesso autonomo ma godono del permesso per ricongiungimento. In quel caso possono vivere situazioni molto pericolose perché se litigano, vengono maltrattate o sono costrette a lasciare i loro uomini si trovano improvvisamente senza permessi e quindi clandestine.

Da che parte stare? "Noi - ha detto il sottosegretario - siamo sempre dalla parte delle vittime". Per questo è necessario intervenire con provvedimenti legislativi. Il primo passo naturalmente sarà l'approvazione del testo unico sull'immigrazione, una legge che favorisce l'immigrazione legale e quindi aiuterà le donne. Ma si tratta di intervenire anche sulla violenza contro le donne.

In concreto, il sottosegretario Lucidi ha spiegato che il ministero sta mettendo a punto una direttiva per intervenire nei casi di violenza di uomini contro le proprie donne per garantire il permesso di soggiorno autonomo alle vittime. "Servirà però una norma dello Stato, una nuova legge apposita che estenda i diritti garantiti oggi dall'articolo 18", ha precisato. (pan)

(www.redattoresociale.it)

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