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IMMIGRAZIONE

Viminale: “espellibili rumeni e bulgari, se irregolari”

Una circolare del Ministero dell’interno, contraddice alcune sentenze di giudici di pace che consideravano “non espellibili” i cittadini di quei Paesi che nel 2007 entreranno nella UE

Roma, 21 aprile 2006 -  - I cittadini romeni e bulgari sono ancora extracomunitari e quindi quelli senza permesso di soggiorno devono essere espulsi. Lo dice in sostanza una circolare  del Ministero dell’Interno, datata 1° marzo 2006 e resa nota solo di recente (la n.400/A/2006), che contraddice le sentenze di quei giudici di pace che, anche recentemente, hanno annullato provvedimenti di espulsione a carico di cittadini di queste nazionalità – presenti in forma irregolare in Italia- sulla base dell’assunto che questi paesi entreranno a far parte dell’Unione Europea il prossimo 1° gennaio ed, in quanto tali, non saranno più allontanabili dato che un provvedimento di espulsione contraddirebbe le norme sulla libera circolazione delle persone.

Sono state molte le sentenze in questo senso, tanto che il Viminale si è deciso a correre ai ripari ed ha inviato in data 1° marzo 2006 a tutte le Questure una circolare del direttore centrale per l'immigrazione Pasquale Piscitelli in cui viene contestata questa interpretazione.
Piscitelli sottolinea che la procedura di ratifica del trattato di adesione per la Bulgaria e la Romania "entrerà in vigore il 1° gennaio 2007, fatta salva la possibilità che il Consiglio la rinvii al 1° gennaio 2008", e che il trattato di libera circolazione decorrerà solo "dalla data di adesione".

L' adesione, inoltre, non è automatica perché "è subordinata al processo di adeguamento delle strutture giuridiche, amministrative e finanziarie di tali paesi agli standard europei" e deve essere "ratificata dagli Stati membri [quindi anche dall'Italia n.d.r.] secondo le modalità fissate dall'ordinamento interno".

"Pertanto - conclude la circolare - fino alla data di entrata in vigore dell'atto normativo di ratifica della adesione della Bulgaria e Romania, i cittadini di tali Paesi non possono essere considerati comunitari e fino a tale data troverà applicazione la normativa del testo unico immigrazione". Ergo: gli irregolari bulgari e romeni vanno espulsi.
Naturalmente i giudici di pace rimangono liberi di interpretare diversamente la legge e di annullare i decreti di espulsione per i "quasi-neocomunitari". Gli avvocati difensori potranno ancora portare avanti con qualche speranza la tesi che ha avuto successo a Torino…

Di seguito il testo della circolare.

Circolare del Ministero dell’interno n. 400/A/2006/291 /P/21.50.5 del 1°marzo 2006

Oggetto: decreti di espulsione adottati nei confronti di cittadini rumeni.

Alcune questure hanno segnalato l’indirizzo seguito da alcuni giudici di pace in materia di

ricorsi avverso i decreti di espulsione di cittadini rumeni. In particolare i provvedimenti di annullamento del decreto di espulsione si basano sul presupposto che per i cittadini rumeni non troverebbe applicazione la normativa del testo unico immigrazione in quanto la Romania entrerà a far parte dell’Unione europea con data certa.

Fermo restando l’autonomia dell’autorità giudiziaria in materia di valutazione della legittimità degli atti emanati dalla Pubblica Amministrazione, si ritiene opportuno sottolineare che:

- il Consiglio dell’Unione europea del 25.04.05 (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 21.06.05 L 157/9) ha adottato la decisione di accettare le domande di ammissione della Repubblica di Bulgaria e la Romania, prevedendo che le condizioni di ammissione e i relativi adattamenti dei trattati formeranno oggetto di accordo tra gli Stati membri, la Repubblica di Bulgaria e la Romania. Si prevede altresì che la procedura di ratifica del trattato di adesione per la Bulgaria e la Romania entrerà in vigore il 1° gennaio 2007, fatta salva la possibilità che il Consiglio la rinvii al 1° gennaio 2008;

- il protocollo relativo alle condizioni e modalità di adesione della Repubblica di Bulgaria e Romania all’Unione europea prevede espressamente che i trattati, tra i quali quello relativo alla libera circolazione delle persone, ai quali la Bulgaria e la Romania aderiranno, decorreranno dalla data di adesione;

- l’adesione della Bulgaria e Romania è subordinata al processo di adeguamento delle strutture giuridiche, amministrative e finanziarie di tali paesi agli standard europei, pertanto anche se sono state definite le predette scadenze l’adesione non è ad effetto automatico;

- così come avvenuto per i 10 paesi neo aderenti all’Unione europea, il trattato di adesione deve essere ratificato dagli Stati membri, secondo le modalità fissate dall’ordinamento interno;

Infatti l’Italia ha ratificato l’adesione dei 10 nuovi paesi con legge n. 380 del 24/12/03.

Pertanto si ritiene che fino alla data di entrata in vigore dell’atto normativo di ratifica della adesione della Bulgaria e Romania i cittadini di tali paesi non possano essere considerati comunitari e fino a tale data troverà applicazione la normativa del testo unico immigrazione.

Firmato

Il Direttore centrale Pasquale Piscitelli

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