Dossier statistico Immigrazione 2010
E un milione sono minori.
Il Dossier Caritas Migrantes: "Danno
all’Italia più di quanto ricevono"
Roma, 26 ottobre 20101 - Gli immigrati regolari in Italia sfiorano quota 5 milioni, una risorsa che ci si ostina ancora a considerare un problema.
A dare come ogni anno i numeri dell’immigrazione è il Dossier Statistico Immigrazione 2010 di Caritas e Migrantes, presentato oggi a Roma, arrivato ormai alla ventesima edizione. L’Istat all’inizio del 2010 ha contato 4,2 milioni di residenti stranieri, che però secondo il Dossier diventano 4,9 milioni, se si considerano anche tutti i regolari non ancora registrati nelle anagrafi, in pratica ci sarebbe un immigrato ogni dodici residenti.
I romeni continuano ad essere al comunità più numerosa, circa 890mila residenti, il 21% degli immigrati, seguiti da albanesi (470mila, 11%), marocchini (430mila, 10,2%), cinesi (190mila, 4,4%) e ucraini (170mila, 4,1%). La Lombardia accoglie un quinto dei residenti stranieri (982.225, 23,2%), poco più di un decimo vive nel Lazio (497.940, 11,8%), seguono (Veneto 480.616, 11,3%) e Emilia Romagna (461.321, 10,9%).
La spia più chiara che l’immigrazione è sempre più stabile sono i minori: in tutto quasi un milione, oltre la metà dei quali nati in Italia, e i figli degli immigrati a scuola sono 670mila, il 7,5% della popolazione scolastica. Numeri, questi, che denunciano anche l’urgenza di cambiare le regole per diventare italiani.
È straniero circa il 10% dei lavoratori dipendenti, e ha un titolare straniero il 3,5% delle imprese, percentuale che sale al 7,2% se si considerano solo le imprese artigiane. La crisi economica ha colpito duramente i lavoratori stranieri: il tasso di occupazione, tra il 2008 e il 209, è passato dal 67,1% al 64,5%, quello di disoccupazione è salito dall’8,5% all’11,2%.
Alla luce degli effetti della crisi, sottolinea il Dossier, bisogna però chiedersi se gli immigrati, che contribuiscono alla produzione del Pil per l’11,1%, siano il problema o non piuttosto un contributo per la sua soluzione.
Senza lavoratori stranieri, agricoltura, edilizia, industria, assistenza familiare e tanti altri settori non più appetibili per gli italiani non potrebbero andare avanti. Il Dossier ha poi calcolato che gli immigrati versano nelle case pubbliche, tra contributi previdenziali e tasse, 11 miliardi di euro l’anno, più di quanto ricevono in prestazioni sociali e servizi, 10 miliardi.
Lo scorso anno la ricerca Transatlantic Trends ha evidenziato che metà dei nordamericani e degli europei, italiani compresi, vedono l’immigrazione come un problema. Si può inquadrare in questo modo, chiede il Dossier, una realtà della quale si ha bisogno?
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