UIL: Immigrazione
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IMMIGRAZIONE

Flussi extraue:  il prezzo da pagare

E’ l’ora del bagarino e delle “code virtuali”. I “proibizioisni” della legge, aprono lo spazio
a truffe e raggiri

di Guglielmo Loy, Segretario Confederale UIL

(UIL - redazionale) Roma, 13 marzo – 500 € per un kit di modulistica. Certo si sa, nel mercato in assenza di offerta di un prodotto la domanda sale alle stelle. E’ una legge economica e vale anche per la lotteria dei flussi migratori che si aprirà domani alle 14.30 in circa 6.200 uffici postali. Dopo che un milione e mezzo di moduli erano terminati in due giorni, era facile prevedere che la ristampa da parte delle Poste di altri 300 mila kit sarebbe stata insufficiente. Problema che puntualmente si è prodotto oggi, insieme all’angoscia di chi non è riuscito a procurarsi un kit.  Purtroppo, l’eccesso di domanda (in questo caso, il numero di persone che si appresta a presentare la domanda di assunzione di un lavoratore extra UE) è stato sottovalutato dal Governo, ed anche da Poste Spa, che hanno stentato a far fronte ad un’ondata imprevista di “datori di lavoro”. C’è da chiedersi cosa succederà domani pomeriggio? Sono veramente attrezzati tutti i 6.200 uffici a ricevere le raccomandate, ma anche a procedere con rapidità alla lettura ottica e digitalizzazione delle pratiche? Qualche telefonata da nostri iscritti, interessati al decreto o lavoratori delle Poste, ci ragguaglia che l’informativa in molti uffici PT è arrivata con ritardo ed insufficienza, molti non hanno personale e mezzi adeguati a far fronte a quello che si prospetta come “l’assalto alla diligenza”. L’aver distribuito cinque moduli a chi li richiedeva, nella prima fase, è servito non solo a farli esaurire prima, ma anche ad azioni vergognose di bagarinaggio. Raccontano molti organi di stampa, di consulenti (veri o presunti tali) che chiedono fino a 1.500 € per una “compilazione garantita” della modulistica. Se ci fosse stata un’adeguata pubblicizzazione, la gente saprebbe che uffici sindacali, imprenditoriali e patronati, offrono assistenza gratuita a chi lo richieda nella compilazione delle domande di nulla osta. Ci sono poi “datori di lavoro” (anche qui , non si sa se veri o presunti) che impongono un vero e proprio strozzinaggio: fino ad 8 mila € (racconta Repubblica) per firmare le carte di un immigrato che già lavora in nero per lui. Certo, per chi lavora in nero e vive accanto a noi, non è questa una gran mostra di civiltà e dello spirito d’accoglienza che non è mai mancato nella nostra bella Italia. La verità però è che se è la norma (o le sue rigidità) a creare queste condizioni, allora non possiamo stupirci se il protezionismo della Bossi-Fini produce le aberrazioni di questo traffico clandestino di speranze. La stessa possibilità di presentare fino a cinque domande per volta, finirà facilmente per generare altre speculazioni. E’ stato detto da molti osservatori ed esperti che in media, dopo le prime 30 domande presentate, è praticamente inutile continuare a fare la coda, in quanto le quote saranno già esaurite. Naturalmente, questo non è vero per ogni sportello: molto dipende dal tipo di domanda, dal Paese di provenienza dell’immigrato, dalla regione in cui ci si trova. Raccomandiamo di non abbandonare, anche perché durante l’anno ci sono sempre quote residue che vengono ridistribuite. La logica di questo ragionamento, comunque resta: se sono pochissime le chances, il permettere la presentazione di  cinque domande a testa ai primi della fila, apre la strada al mercato clandestino delle quote. Non è un caso che in queste ore ci sia chi ha inventato le “code virtuali”: chi non ha voglia di fare la fila, cioè, firma una lista stilata da altre persone, se ne va a casa, e se vuole mantenere la posizione nella lista, dovrà pagare. Quanto? Lo sapremo sicuramente in un paio di giorni. Naturalmente, chi si presenterà domani a fare la fila, non accetterà liste preparate prima, e non è difficile che in molti casi il tutto possa finire con animate discussioni o litigi. Abbiamo definito tutti l’attuale accesso al decreto una vera e propria lotteria. Non è proprio così. Una lotteria, per quanto freddo sia il meccanismo, è comunque qualcosa di oggettivo, legato alle leggi delle probabilità. Quello che accade oggi è solo un vergognoso mercato dei sogni ed aspirazioni di persone deboli ed indifese, reso possibile da una legge ingiusta ed inefficace, e da una grande ipocrisia: quella che fa finta di credere che i migranti da assumere siano davvero all’estero, e non presenti con noi nella vita e nel lavoro di tutti i giorni. C’è davvero da credere che sarebbe meglio fare come in altri Paesi non meno civili del nostro e lasciare al gioco imprevedibile della pallina, la sorte delle persone. E’ cinismo? Forse. Ma in assenza di una nuova legge, è comunque, meno disonesto.

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