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IMMIGRAZIONE La lotteria dei flussi
Tra cattiva gestione del fenomeno
migratorio Tra rigidità della normativa ed ipocrisie gestionali, si consuma a marzo l’ennesimo rito di inciviltà verso i lavoratori stranieri. Roma, 7 marzo 2006 - Nella giornata di martedì 14 marzo, ore 14.30, si potrà andare in 6.243 uffici postali (la lista è pubblicata nel sito www.poste.it) per inviare le richieste di assunzioni relative a 170 mila lavoratori extra UE. Si tratta di filiali delle poste dotate degli strumenti umani ed informatici necessari alla lettura ottica e digitalizzazione dei moduli, nonché di affrancatrice che riporti la data e l’ora esatta di spedizione della raccomandata. La legge stabilisce che il decreto flussi riguarda persone che stanno veramente all’estero e che dovranno entrare, se la domanda verrà accolta, con visto d’ingresso per motivi di lavoro rilasciato dalla nostre sedi consolari più vicine al Paese d’origine di questi lavoratori. Il nulla osta viene rilasciato dopo che la disponibilità del posto, pubblicizzata per 20 giorni presso la direzione provinciale del lavoro, non avrà sortito effetti tra eventuali disoccupati italiani e comunitari. E ‘ questa una grande ipocrisia, e tutti lo sanno, in primis i rappresentanti delle nostre istituzioni. E’ ben noto, infatti, che la stragrande maggioranza delle richieste di assunzione (è stato calcolato, circa il 90%) viene fatta per persone che già lavorano (in nero) e vivono (irregolarmente) nel nostro Paese. Non si tratta propriamente di “clandestini” (termine latino, la cui etimologia recita: “persona che di giorno si nasconde”, mentre i nostri “irregolari” lavorano e vivono apertamente in mezzo a noi), ma in parte di overstayers (stranieri entrati con regolare visto turistico e mai usciti alla scadenza dello stesso) ed in parte di lavoratori che hanno perso un impiego regolare e che non sono stati in grado di rinnovare il permesso di soggiorno, perché magari sono stati costretti (da gente con pochi scrupoli) a lavorare in nero. Secondo dati del Ministero del Lavoro nel 2005, a fronte di 99.500 quote previste per i lavoratori extra UE, sono pervenute quasi 240 mila domande: dunque, solo una domanda su 2,5 è stata accolta. Quest’anno ci sono chiari segnali di un peggioramento della situazione. Le Poste, incaricate di stampare i kit di modulistica a lettura ottica, sono state prese in contropiede da una vera e propria valanga di richieste che ha bruciato in un paio di giorni 1,5 milioni di esemplari. Altri 300 mila sono stati stampati ed è dubbio che saranno sufficienti a soddisfare la domanda. L’assenza di kit disponibili in molti uffici postali è stata l’occasione per azioni di bagarinaggio che hanno visto kit messi in vendita fino a 300 €. La Uil alcune settimane fa, in una nota del segretario Guglielmo Loy, ha valutato in almeno due milioni la domanda di kit, ed in almeno 500 mila le richieste di assunzione che verranno avviate già nelle prime ore di martedì 14 marzo. Anche alle Poste, ormai cominciano a pensarla allo stesso modo e – come ci ha detto un funzionario – “incrociano le dita”. Se le previsioni verranno confermate, significherebbe che gran parte delle 650 mila persone che si erano regolarizzate nella sanatoria del 2003, sono ritornate ad una condizione di irregolarità, alimentando il gigantesco mercato del lavoro nero (che certo coinvolge anche lavoratori italiani) e alimentando – purtroppo – anche le organizzazioni criminali dedite al traffico internazionale delle persone. E questo non solo per gli irregolari in entrata nel nostro Paese ma, paradossalmente, anche quelli in uscita. Infatti, se la domanda di assunzione, nell’ambito del decreto flussi, verrà accettata, il consolato italiano più vicino alla sua residenza nel Paese d’origine si metterà in contatto con lo straniero oggetto della richiesta di assunzione contattando lui o la sua famiglia e convocandolo per prendere in visione la proposta di contratto e richiedere il visto d’ingresso per motivi di lavoro. Dunque, se il lavoratore è in Italia irregolarmente, appena gli giungerà notizia dell’accoglimento della domanda, dovrà tornare nel proprio Paese rapidamente. Per evitare eventuali controlli in uscita, ci sono organizzazioni criminali attrezzate per riportare lo straniero nel Paese d’origine (in cambio di un lauto quanto illecito pagamento, naturalmente). Tutto questo è ben noto, anche alle nostre autorità, ma lo si ignora volutamente e si consuma questo odioso rituale del decreto flussi, facendo finta di essere magnanimi, e di chiudere un occhio su questa gigantesca <sanatoria di fatto> che nessuno a voce vuole riconoscere essere tale, ma che emerge nelle migliaia di telefonate che giungono dai lavoratori interessati agli uffici preposti, ma anche a quelli dei sindacati e patronati, convinti tutti che si tratti di una regolarizzazione. Quest’anno il Governo - grazie anche alle richieste dei sindacati e dell’ANCI - ha introdotto alcuni accorgimenti per rendere meno incivile questa “lotteria migratoria”, e cioè: slittamento della data di spedizione delle raccomandate di sette giorni dopo la pubblicazione sulla G.U. del decreto; orario uguale per tutti in tutti gli uffici postali; accordo con le poste per la digitalizzazione delle domande (per accorciare i tempi dell’iter della pratica), accordo con i patronati per aiutare nella compilazione della modulistica. E’ certo un passo in avanti e corregge alcune grosse anomalie ed iniquità occorse in occasione dei precedenti decreti flussi. Ma basta tutto ciò a rendere civile il rito del decreto flussi?. Noi crediamo di no. Ci sono quest’anno 120 mila quote disponibili a vario titolo per il lavoro subordinato non stagionale, e le domande in gran parte riguarderanno questa tipologia di richiesta. Il rischio è che solo una domanda su 4 quest’anno verrà accolta, forse meno. Vale tutto questo notti di bivacco davanti agli uffici postali? I costi fatti pagare (di fatto agli immigrati), anche a chi non avrà poi accolta la richiesta? E che dire delle tangenti pagate ai bagarini (è già accaduto in questi giorni per i moduli), per la promessa di un contratto e di un nulla osta che probabilmente non verrà? Certo per molte centinaia di migliaia di persone, vale la pena, anche perché non vi sono alternative. Qualcuno ha fatto osservare che negli USA per ottenere la “green card” (diritto di residenza) si usa il sistema del sorteggio. Dato che comunque è una lotteria – questo il punto di vista di alcuni – meglio allora dirlo chiaramente, e lasciare alla sorte (ed non ai bivacchi notturni o alle furbizie di turno) la chance di avere il nulla osta. Il sistema di “lottery” sarà certo meno incivile di quello che succede da noi, ma forse sarebbe preferibile pensare a possibili modifiche da apportare alle legge Bossi Fini, anche semplici correzioni (conversione del permesso da turismo a lavoro, per esempio) che renderebbero più civile la gestione del fenomeno migratorio, taglierebbero l’erba sotto i piedi alle organizzazioni criminali ed al lavoro nero. E, aspetto non secondario, restituirebbero dignità non solo ai lavoratori migranti irregolari, ma anche alla civilissima Italia che si propone di riceverli ed accoglierli tra di noi. Dipartimento UIL Politiche Migratorie |
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