Lo ha annunciato ieri il Ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero
(redazionale) Roma, 28 febbraio 2008. Il decreto flussi 2008 potrebbe essere varato a breve, anche a copertura delle domande di assunzione di cittadini straniere rimaste fuori nel 2007. Nel corso della Consulta sull’immigrazione, tenuta ieri presso la sede del Cnel, l’On. Paolo Ferrero ha annunciato la decisione del Consiglio dei Ministri – riunito di buon mattino – di procedere ad un nuovo decreto flussi volto a coprire tutte le domande valide già presentate nell’ambito dei tre click days a dicembre 2007. Com’è noto il decreto 2007 di dicembre riguarda le domande di assunzione di lavoratori extra UE a tempo indeterminato, ed ha una validità temporale di sei mesi a partire dalla data di pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale (30 novembre 2007); dunque, anche se quasi tutte le domande sono arrivate entro il terzo click - day il 21 dicembre, altre hanno continuato a fluire ed oggi – secondo il Viminale – siamo vicini ad una cifra complessiva di 705 mila richieste pervenute. Il provvedimento 2007 riguarda solo 170 mila quote: ne rimangono dunque fuori circa 535 mila. Da questa cifra, naturalmente, vanno detratte quelle che verranno considerate non valide (e in passato non sono state poche). Ciononostante, il decreto annunciato, se vorrà veramente coprire le domande valide presentate, si preannuncia molto corposo.
Naturalmente come sindacato siamo lieti di questa decisione ed ansiosi che essa venga formalizzata al più presto. Com’è noto, in data 20 febbraio u.s. i Segretari Generali delle tre confederazioni (Epifani, Bonnanni ed Angeletti) hanno scritto al Presidente del Consiglio Prodi per chiedere esattamente questo: “garantire con un provvedimento di ordinaria amministrazione quale è il decreto flussi, la possibilità che tutte le domande di autorizzazione all’ingresso per lavoro di cittadini stranieri che sono state presentate con l’ultimo decreto flussi 2007 e che risultino avere requisiti previsti dalla legge, possano essere accolte”.
Il sindacato non ha richiesto al Governo alcuna regolarizzazione, dunque; Cgil, Cisl e Uil hanno però evidenziato l’urgenza di far emergere dal lavoro nero e dalla irregolarità decine di migliaia di “lavoratori per i quali esiste formale richiesta di assunzione e che – in gran parte – sono già presenti e lavorano in Italia in una condizione non degna di un Paese civile”. Per questi lavoratori ci sono imprese e famiglie che hanno fatto regolare richiesta di assunzione: garantire un trattamento di serie A per chi è rientrato nelle prime 170 mila quote, ed uno di serie B per gli altri, sarebbe un atto di ingiustizia, oltre che un danno per il Paese.
Consideriamo la polemica innestata in campagna elettorale da alcuni esponenti politici pretestuosa e profondamente ingiusta: infatti, non si tratta di far entrare nuovi clandestini, come dice qualcuno, ma al contrario di far emergere dall’economia sommersa e dalla clandestinità, chi già vive e lavora accanto a noi in una condizione di assoluta negazione dei diritti, anche in violazione dei trattati internazionali che tutelano i diritti civili fondamentali della persona.
Sul come questo provvedimento verrà attuato, però, ci sono ancora alcuni dubbi: in primis, l’annuncio dato da Ferrero non è ancora stato seguito da alcun atto formale da parte del Consiglio dei Ministri, e nemmeno da dichiarazioni di altri membri dell’Esecutivo.
Altro aspetto: per legge non può essere utilizzata la più breve “via transitoria” (come invece è stato fatto per il decreto flussi 2007) per emanare il nuovo provvedimento: l’art. 3 della Bossi- Fini prevede un percorso che passa attraverso il Comitato per il Coordinamento e Monitoraggio, la Conferenza unificata stato-regioni, le competenti commissioni parlamentari, nonché la Corte dei Conti. Aspetti che sono oltremodo complicati dalla mancata approvazione del piano di programmazione triennale delle politiche sull’immigrazione. Il percorso dunque è lungo, mentre l’arco di vita del presente Esecutivo è breve.
Ancora: ci chiediamo se il provvedimento potrà davvero solo coprire le domande già presentate nel 2007. Qualcuno potrebbe obiettare richiamando il diritto dei datori di lavoro a presentare nuove domande anche per il 2008. Si potrebbe, certo, utilizzare per questo un successivo decreto flussi che sarà, però, prerogativa del nuovo Esecutivo che si formerà dopo il 13 aprile.
Come UIL si preme ricordare quanto da tempo affermato: e cioè che un Paese che si dica civile non si può permettere condizioni di irregolarità dei migranti tanto estese e tanto a lungo, senza che questo non si traduca in lacerazioni pericolose della società civile.
La UIL considera dunque necessaria e non procrastinabile la formalizzazione della decisione del Consiglio dei Ministri e l’avvio della procedura per il nuovo decreto flussi: a questo Esecutivo rimangono poche settimane di vita ed il tempo potrebbe non bastare.
A cura del Dipartimento Politiche Migratorie UIL