Gli stranieri regolari sfiorano ormai 5 milioni in Italia, senza i quali la popolazione italiana non raggiungerebbe i 56 milioni. Ce lo ricorda l’Istat precisando, che su 556 mila nuovi nati nel 2011, uno su cinque ha una madre straniera. In una società che cambia così radicalmente, il concetto di cittadinanza non può rimanere quello del 1992 - data della ultima legge in materia – quando gli immigrati erano 500 mila.
E non possiamo condannare questi bambini a rimanere nella condizione di immigrato fino ai 18 anni.
Sono anche loro il futuro del nostro Paese. Per questo motivo la UIL chiede l’adozione di uno “ius soli” temperato, concedendo la cittadinanza ai bambini – figli di stranieri - che completano in Italia il primo ciclo di istruzione scolastica.
Roma, 27 gennaio 2012