Il complesso fenomeno dell’immigrazione non può essere gestito con il meccanismo del cosiddetto “permesso a punti”: non può funzionare. L’idea che un manipolo di funzionari statali possa esaminare oltre due milioni di immigrati è praticamente irrealizzabile oltre che concettualmente poco convincente. Altro discorso sarebbe ragionare su un meccanismo sanzionatorio a fronte di una ripetuta violazione delle leggi.
Quel che più conta, comunque, è che bisogna preoccuparsi che gli immigrati abbiano un lavoro e far sì che, una volta occupati, il permesso sia loro concesso rapidamente. E’ lo svolgimento di un lavoro regolare che deve essere il discrimine per la concessione del permesso.
Roma, 5 febbraio 2010