Malgrado la crisi economica – che ha prodotto anche tra gli immigrati una perdita di oltre 142.000 posti di lavoro – la popolazione straniera regolare presente in Italia continua crescere a ritmi sostenuti, segno che il gap nei tassi di natalità tra italiani e non, è il fattore principale che incide sul trend demografico e che la crisi economica ha un effetto importante ma temporaneo sui flussi.
E’ quanto si può ricavare dai dati diffusi oggi dall’Istat sulla popolazione straniera che parlano di una quota ormai vicina a 4 milioni di residenti.
Il trend mostra un rallentamento rispetto all’anno prima (+13,4% a fronte di +16,8%), ma mantiene una velocità di crescita comunque sostanziale considerando che la recente sanatoria di circa 300 mila colf e badanti deve ancora essere conteggiata.
Dovrebbero bastare queste indicazioni per dirci che il fenomeno migratorio ha caratteri strutturali e che, per governarlo, c’è bisogno di una politica che coniughi con armonia sia la domanda che viene del mercato del lavoro, sia una buona politica di integrazione che è fatta di accoglienza e rispetto delle regole.
Abbiamo bisogno, dunque, di strumenti capaci di tutelare gli immigrati che perdono il lavoro e di difendere il lavoro regolare, altrimenti condanneremo persone, di cui l’Italia ha bisogno, ad un futuro privo di elementari tutele.
Roma, 8 ottobre 2009