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Immigrazione

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Crisi, sostegno al reddito e lavoratori immigrati. Dichiarazione di Guglielmo Loy, Segretario confederale UIL

I provvedimenti anti-crisi  approvati dal Consiglio dei Ministri contengono misure condivisibili anche se con risorse ancora  insufficienti.

E’ apprezzabile  la volontà di allargare la platea dei lavoratori da “aiutare” ai giovani in contratto in somministrazione, ai dipendenti da imprese artigiane, ai collaboratori.  Con la stessa filosofia si dovrebbe intervenire verso un'altra fascia di lavoratori deboli: gli  immigrati.

Il motivo è chiaro poichè essi, in gran parte, in caso di perdita di posto di lavoro hanno sei mesi di tempo per trovarne un altro pena l’impossibilità di veder rinnovato, come previsto dalla legge sull’immigrazione,  il proprio permesso di soggiorno e, quindi, essere costretti a tornare nel proprio paese. Lavoratori, in molti casi,  da molti anni in Italia con famiglia e figli che frequentano la scuola.

La UIL propone che il  Governo intervenga, con un emendamento al decreto anti-crisi, per considerare  il periodo coperto da ammortizzatori sociali derivanti dalla  perdita involontaria di posto di lavoro (indennità di disoccupazione o di mobilità), che spettano ai lavoratori licenziati, compresi i cittadini non comunitari,  come fase equiparabile a vero e proprio lavoro e, quindi,  far scattare i 6 mesi utili alla ricerca di nuovo lavoro dal termine di questo periodo.

Roma, 12 Dicembre 2008

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