UIL: Immigrazione
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COMUNICATI STAMPA

Un esercito di irregolari? E' l'epilogo della sanatoria 2003.
Nota di Guglielmo Loy, Segretario Confederale UIL

Le lunghissime file davanti agli uffici postali, da Nord a Sud Italia, a partire da ieri, portano probabilmente a farci rivedere per difetto le valutazioni espresse nei giorni scorsi dalla UIL, quando calcolavamo in mezzo milione il numero di persone interessate a questa sorta di sanatoria mal mascherata che è il decreto flussi 2006. Questo vuol dire che la Bossi-Fini ha fallito, certo, ma vuol dire molto di più: significa che virtualmente una buona parte degli immigrati regolarizzati nel 2003 (furono 650 mila) sono di nuovo in condizioni di irregolarità e di lavoro nero; significa che altre centinaia di migliaia di migranti sono comunque entrati; significa che sono le rigidità di questa legge a creare i clandestini, e che non serve appesantire le pene (magari minacciando la galera) per fermare il viaggio della speranza di milioni di esseri umani.

Far finta di non vedere cosa succede in questo mondo (dove i due terzi della popolazione soffre la fame), ed in Italia (dove la popolazione diminuisce), serve solo a non governare un fenomeno – quello dei flussi migratori – sempre più macroscopico ed importante per il futuro sociale ed economico del nostro Paese. E costringe all’ipocrisia di chi continua a dire che il decreto flussi serve a fare entrare regolarmente chi sta fuori dai confini, e per convincersene chiude gli occhi davanti alle code chilometriche alle poste, o magari fa finta di non vedere i volti ed il colore della pelle di chi sta in fila.

Roma, 14 marzo 2006

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