UIL: Immigrazione
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COMUNICATI STAMPA

Decreto flussi 2006: l'assalto alle Poste per avere il kit per
richiedere assunzioni di lavoratori e lavoratrici è la riprova
della vasta area di irregolarità prodotta dalla Bossi-Fini.
Dichiarazione di Guglielmo Loy, Segretario Confederale UIL

L’assalto agli uffici postali, iniziato sabato scorso, per ritirare i kit che dovranno servire a presentare le richieste d’assunzione di lavoratori stranieri, nell’ambito del decreto flussi 2006 è, certamente, la conseguenza psicologica dell’effetto lotteria indotto di fatto dalla legge Bossi-Fini ma, anche, dell’estesa area di irregolarità che la stessa legge ha prodotto sui lavoratori immigrati già presenti in Italia.

E’ ben noto, infatti, che la “corsa” alle quote è vista ed utilizzata come sanatoria della presenza irregolare e del lavoro in nero di centinaia di migliaia di immigrati, piuttosto che come strumento di incontro tra domanda “interna” ed offerta di lavoro dall’estero.

Questa situazione è ben conosciuta da tutti, in primis dalle autorità competenti, che si sforzano di ignorare le aberrazioni prodotte dalla presente legge, e devono comunque chiudere un occhio per evitare espulsioni che altrimenti assumerebbero un carattere biblico.

La valutazione della UIL è che almeno 2 milioni di kit saranno ritirati e che il numero di richieste di assunzione sarà superiore a quello registrato nel 2005 per avvicinarsi al mezzo milione di unità. Così il sia pur cospicuo numero di quote previsto per i lavoratori extra UE (170 mila), non solo sarà largamente insufficiente, ma servirà solo a parziale sanatoria per cittadini stranieri costretti all’irregolarità ed al lavoro nero. Fenomeno particolarmente evidente, questo, per quelle figure professionali, come le assistenti familiari, ormai determinanti per sostenere le famiglie ad assistere in maniera “umana” moltissimi anziani non autosufficienti.

Roma, 20 febbraio 2006

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