UIL: immigrazione | Novità nel sito
Il nostro indirizzo e tutte le informazioni per contattarci

Immigrazione

INFORMAZIONI

Un appello per la pace in Somalia

Un messaggio, diretto alle principali cariche istituzionali italiane, denuncia l’aggravarsi della situazione degli sfollati somali e di una guerra civile che ormai si è estesa anche in Ogaden, Etiopia

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA GIORGIO NAPOLITANO
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI ROMANO PRODI
AL PRESIDENTE DEL SENATO FRANCO MARINI
AL PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI FAUSTO BERTINOTTI

I firmatari di questo appello desiderano richiamare l’attenzione sulla gravissima situazione umanitaria esistente in Somalia, venutasi a creare in conseguenza della recrudescenza della guerra civile ormai in corso da oltre diciassette anni.

Dal dicembre del 2006 il caos, la violenza e l’anarchia sono in continuo aumento in ogni angolo del Paese ed in particolare a Mogadiscio, capitale della Somalia.

Con il peggiorare della situazione la guerra civile, dapprima circoscritta al territorio somalo si è estesa alla vasta regione dell’Ogaden, in Etiopia, anche essa popolata da Somali.

Da quando è iniziata, la guerra civile ha causato centinaia di migliaia di morti, di feriti, di mutilati, di sfollati, di orfani ed ha costretto oltre un milione e mezzo di civili a fuggire in cerca di riparo all’estero, nei cinque continenti. La guerra civile ha causato inoltre la distruzione del tessuto connettivo sociale, la distruzione di quasi tutte le strutture ed infrastrutture pubbliche e private (strade, ponti, dighe, acquedotti, scuole, ospedali ecc.), e grandi disastri ambientali.

Da quasi un anno a Mogadiscio è in atto un lento genocidio della popolazione civile, inerme di fronte ai combattimenti ed alle distruzioni, che continuano senza tregua e con sempre maggiore intensità.

Solo nella capitale in meno di anno circa 500.000 persone di tutte le età e condizioni sociali hanno dovuto lasciare le proprie case e cercare rifugio nella boscaglia. Gli sfollati alloggiano sotto gli alberi e dentro i cespugli, esposti alle intemperie, privi di acqua, di servizi igienici e sanitari, di medicine.

Le organizzazioni umanitarie locali sono prive di mezzi e le organizzazioni umanitarie straniere e quelle internazionali si trovano nella impossibilità di portare soccorso alle vittime dell’immane tragedia, impedite dalla assoluta mancanza di sicurezza e dai divieti imposti dalle entità armate che controllano le aree disastrate.

Oggi tutti gli osservatori bene informati concordano nell’affermare che la situazione in Somalia è peggiore di quella del Darfur, in Sudan. Tutto ciò succede nel più completo disinteresse dell’ONU e della comunità internazionale nel suo insieme. La Somalia disastrata sembra non interessare ad alcuno, neppure in Italia.

Valid XHTML 1.0 Transitional Valid CSS! [Valid RSS]