UIL: immigrazione | Novità nel sito
Il nostro indirizzo e tutte le informazioni per contattarci

Immigrazione

INFORMAZIONI

Nuovo decreto flussi: mandato a Governo e partiti l’appello con 477 firme

Conclusa con successo l’iniziativa di un gruppo di personalità del mondo sindacale, politico religioso e culturale

(b.c.) Roma, 9 aprile 2008 – Si è conclusa lo scorso 3 aprile l’iniziativa di un gruppo di personalità che hanno lanciato al governo uscente ed al nuovo Esecutivo che uscirà dalle urne questo fine settimana, un appello per varare immediatamente un decreto flussi a copertura delle centinaia di migliaia di domande di assunzione di lavoratori stranieri rimasti esclusi dal decreto del dicembre 2007. L’appello lancia una sfida al nuovo Esecutivo chiedendo “un segno di discontinuità politica rispetto al passato in materia di governance migratoria”, con un dibattito vero che coinvolga tutte le forze politiche sull’Italia del futuro che vogliamo, immigrati compresi. L’appello chiama il mondo politico e sociale a discutere di nuova legge sull’immigrazione, a partire dalla realtà di flussi migratori irregolari in crescita e dall’assenza di una gestione vera dei meccanismi d’ingresso, nonché delle politiche d’integrazione. L’appello, infine, chiama il Governo in carica a rispondere formalmente alla richiesta avanzata dai tre segretari generali di Cgil, Cisl e UIL di un nuovo decreto flussi ad assorbimento di tutte le domande valide di assunzione presentate. “Non è una buona idea – secondo i primi firmatari dell’appello – fare finta che il problema non esista perché siamo in campagna elettorale”. Una campagna che "si caratterizza per l'assenza di un dibattito adeguato in materia di immigrazione, della sua governance, del futuro del paese, cosi come quasi nulla e' la presenza di candidati di origine immigrata nelle liste elettorali". Fare finta di non vedere il problema, secondo i promotori dell’iniziativa, è come “decidere di ignorare la gravità della situazione e decidere di abdicare al ruolo dello Stato che è quello di decidere chi e come entra in Italia, ma anche i quali condizioni dovrà vivere e lavorare accanto a noi”. Uno Stato democratico non può tollerare a lungo livelli così alti di immigrazione irregolare, senza pagarne il presso sul piano di profonde lacerazioni nella società e sul piano della convivenza civile.

>> Le firme all’appello

Valid XHTML 1.0 Transitional Valid CSS! [Valid RSS]