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Ritardi e irregolarità all'ambasciata di Quito

Una lettera aperta ai ministri degli Esteri e della Solidarietà sociale, D'Alema e Ferrero, per denunciare irregolarità e ritardi nella gestione delle pratiche all'ambasciata italiana di Quito, in Ecuador. L'hanno scritta a Genova Cgil, Cisl, Uil, Arci e l'assessore regionale ligure all'immigrazione Enrico Vesco.

(ANSA) Genova, 3 aprile - Accelerare e far chiarezza sulla concessione dei visti di ingresso di competenza dell'ambasciata italiana di Quito: Cgil, Cisl e Uil, Arci, Federazione regionale solidarietà e lavoro e l'assessore regionale all'immigrazione Enrico Vesco hanno scritto una lettera ai ministri degli Esteri D'Alema e della Solidarietà sociale Ferrero, presentata ieri in una conferenza stampa. La lettera denuncia "un costante e preocupante aumento delle difficoltà nei rapporti tra cittadini immigrati da noi assistiti e patrocinati nelle pratiche relative al soggiorno e ai ricongiungimenti familiari e le rappresentanze consolari italiane nei paesi d'origine". Si riferisce in generale alle rappresentanze diplomatiche italiane all'estero, ma punta l'attenzione in particolare sull'ambasciata di Quito per la preponderanza numerica degli ecuadoriani a Genova. I sindacati in particolare denunciano "immotivati dinieghi di visti per turismo seguiti a richieste correlate di tutti i requisiti economici e assicurativi previsti dalla legge". Secondo la lettera, "in molte occasioni il diniego è avvenuto oralmente, diversamente da quanto imposto per qualsiasi comunicazione di carattere amministrativo ex L. 241/1990, in altri casi è mancata la notifica del provvedimento adottato, comunque in tutte le occasioni è mancata l'idonea motivazione delle ragioni alla base del provvedimento stesso". La lettera parla poi di presunte mazzette che sarebbero intascate dai funzionari dell'ambasciata italiana di Quito per accelerare le procedure necessarie per ottenere i visti. La denuncia è maturata da numerose segnalazioni di malcostume di cittadini ecuadoriani che dovevano raggiungere l'Italia per ragioni diverse (ricongiungimento familiare, studio, lavoro, salute). "Ci sono tempi troppo lunghi per i ricongiungimenti familiari - ha detto l'assessore regionale all'immigrazione Enrico Vesco - e ci sono situazioni e atteggiamenti che ci lasciano molto perplessi. Chiediamo perciò al ministro degli Esteri e al ministro della Solidarietà sociale di intervenire". Secondo i sindacati e le altre associazioni, si registrano forti rallentamenti e inadempienze anche per quegli ecuadoriani che chiedono il visto per ricoveri urgenti o per motivi di studio: "Trovano muri invalicabili - ha detto Marco Roverano, responsabile dello sportello immigrati della Cgil - succede anche quando le spese sono coperte con garanzie di enti ospedalieri o di cittadini italiani". Mentre Cgil e Cisl hanno denunciato che si pagherebbero dai 100 ai 600 dollari a non ben precisati intermediari per accelerare le pratiche: "Secondo diverse testimonianze - ha aggiunto Roverano -. c'è un sistema alternativo per superare queste difficoltà: insomma si paga un prezzo a intermediari". Diversi gli episodi ricostruiti durante la conferenza stampa. Un gruppo di donne ecuadoriane, che hanno chiesto di conservare l'anonimato per evitare ritorsioni, hanno descritto il mercato delle "concessioni di firme e bolli" con un prezzario che parte dal livello più basso (100 dollari) solo per ottenere un appuntamento per presentare la domanda di visto. A questa somma vanno “aggiunte” le normali tariffe per il visto e la traduzione dei documenti. E c'è anche chi ha pagato 600 dollari per una visita medica che attestasse l'handicap di un minore. "Al momento non abbiamo estremi per fare delle denunce", ha precisato però Roverano. Mentre il responsabile immigrazione Cisl Liguria, Andrea Sanguineti, ha aggiunto che "il problema è nazionale ma è a Genova che è più eclatante". Nel merito della vicenda l'assessore regionale Vesco ha sottolineato che questo malcostume è conseguenza della Bossi-Fini, una legge mirata a disincentivare l'arrivo di stranieri in Italia.

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