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Esperto Onu sollecita la UE a correre in aiuto di una Grecia sopraffatta da un forte flusso di migranti irregolari

Special Rapporteur Manfred Nowak

20 Ottobre 2010 - “Le carceri greche sono congestionate e la magistratura è sotto stress, a causa del flusso giornaliero di centinaia di nuovi migranti irregolari in arrivo attraverso la vicina Turchia”, ha detto oggi un esperto indipendente ONU sui diritti umani. Le Nazioni Unite hanno sollecitato l'Unione europea ad aiutare la Grecia ad affrontare il problema dei migranti.

"Un numero senza precedenti di arrivi, ha messo in condizioni critiche i posti di guardia di frontiera, le stazioni di polizia ed i centri di detenzione per migranti", ha detto Manfred Nowak, relatore speciale dell'ONU sulla tortura, in una dichiarazione rilasciata alla stampa alla fine di una missione di 10 giorni di accertamento della situazione in Grecia.

Nowak ha detto di credere che il governo greco sia disposto ad affrontare il problema, ma la vera sfida sta nel cercare di attuare politiche e regole nuove, in questa fase di crisi economica.

"La Grecia non dovrebbe sostenere da sola l'onere di accogliere la stragrande maggioranza di tutti i migranti irregolari che entrano nell'Unione europea", ha detto Nowak. "Questo è un problema veramente dell’Unione, che ha bisogno di una soluzione comune europea".

Egli ha esortato l'UE a rinegoziare il "regolamento Dublino II" - una legge europea secondo cui il Paese in cui entrano i migranti è l’unico Stato membro competente a valutare le richieste di domanda di asilo. "Bisognerebbe – ha detto l’esperto - garantire un'equa ripartizione degli oneri, tenendo in considerazione le legittime preoccupazioni dei richiedenti asilo e migranti irregolari".

Mr. Nowak ha detto di essere d'accordo con la raccomandazione dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), secondo la quale i rimpatri sotto l’egida di Dublino II dovrebbero essere interrotti a causa della inadeguata protezione in caso di respingimento, e delle condizioni disumane di detenzione riserbate ai migranti in Grecia.

Durante la sua missione, l'esperto indipendente ha condotto visite improvvise nei centri di detenzione ed ha intervistato persone che lì soggiornano, interviste realizzate grazie alla collaborazione della polizia greca e dei servizi giudiziari.

L’esperto ha scoperto che alcuni migranti erano stati confinati anche per sei mesi in carceri sovraffollate e sporche, con ventilazione ed illuminazione insufficiente. L’accesso alle cure mediche, agli avvocati ed interpreti è stato anche limitato, ha detto Nowak.

"In un certo numero di Dipartimenti di Investigazione Criminale (CID), ho trovato più di 40 stranieri trattenuti in detenzione amministrativa in uffici temporaneamente utilizzati come celle di fortuna", ha aggiunto.
"Tali condizioni di detenzione equivalgono chiaramente a un trattamento inumano e degradante, in violazione degli articoli 7 e 10 del Patto internazionale sui diritti civili e politici", ha sottolineato Nowak.

L’esperto ONU ha inoltre rilevato come i richiedenti asilo siano stati generalmente detenuti, in attesa di una risposta alla loro domanda d’asilo, con un conseguente accumulo di 52.000 casi in attesa di risposta a fine agosto.

Un accordo con la Turchia permette la deportazione degli immigrati verso i paesi vicini. I più a rischio sono quelli provenienti da Iran, Iraq e Siria, che possono essere espulsi senza un'adeguata valutazione delle loro richieste, una violazione del principio di non respingimento ai sensi della Convenzione contro la tortura, ha concluso esperto.

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