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DOCUMENTI Tavola rotonda su “Impiego e Globalizzazione” Riassunto del discorso del Ministro del Lavoro, Impiego e Sicurezza Sociale della Repubblica Argentina Dr Carlos Alfonso Tomata nella tavola rotonda su “Impiego e Globalizzazione” nel giorno 29 giugno alle ore 16 nel Forum Universal de Barcelona 2004. Il Signor Ministro comincerà segnalando le conseguenze della globalizzazione, in particolare nell’impiego, nella cornice del cambio del paradigma tecnologico e l’emergenza di un nuovo tipo di società in termini di inclusione-esclusione sociale. Il libero commercio, l’economia di mercato e la competività hanno generato un’enorme sotto classe immobile messa in forma permanente tra la disoccupazione e la povertà. Senza dubbio, bisogna segnalare che il fenomeno della globalizzazione ha dato origine non solo ad una crescente interdipendenza, ma anche a marcate disuguaglianze internazionali, le cui caratteristiche distinte sono la concentrazione del capitale e la generazione della tecnologia nei paesi sottosviluppati e la sua forte gravitazione nel commercio dei beni e dei servizi. Queste asimmetrie sono fondamentalmente di tre tipi. La prima, è l’altissima concentrazione nei paesi sottosviluppati dal progresso tecnico e le difficoltà per accedere allo stesso da parte dei paesi di sviluppo relativo. La seconda asimmetria è associata alla maggiore vulnerabilità macroeconomica dei paesi in sviluppo che contrasta, inoltre, con minori e molto limitati strumenti dei quali dispongono per farne fronte. Una terza asimmetria, associata al contrasto tra l’elevata mobilità dei capitali e la restrizione degli spostamenti internazionali della manodopera, specialmente della meno qualificata. L’America Latina inizia il millennio con governi democratici e una crescente disuguaglianza sociale, la partecipazione cittadina e l’alternanza nel potere dei partiti politici non furono sufficienti per correggere le vecchie o rinnovate strutture di privilegi nella Regione. I livelli di povertà sono superiori a quelli degli anni ’80; l’approfondimento dell’esclusione, l’aumento della conflittualità e dell’insicurezza questionano la legittimità democratica. La distribuzione dell’entrata è la più diseguale del mondo, originando un’instabilità sociale che minaccia le certezze del sistema democratico. Parte della popolazione latinoamericana ha perso la fiducia nel sistema politico; le difficoltà nella governabilità e l’opposizione civica possono mettere in pericolo una democrazia ristretta all’esercizio elettorale, con una supremazia formale ma. Accusata di mancare di autonomia per realizzare politiche che provino a modificare le iniquità. Le condizioni di aggiustamento strutturale imposte dalle istituzioni finanziarie internazionali per la rinegoziazione del debito estero hanno contribuito ad aggravare la povertà, la disoccupazione e l’instabilità che caratterizzano le economie della regione. L’analisi si incentra nelle differenze che si osservano nei “modelli” applicati negli anni ’90 ed in questi. Si farà una menzione speciale delle prime misure adottate dalla presidenza del Dr Nestor Kirchner e dal Ministero del Lavoro, Impiego e Sicurezza Sociale presidiato dal relatore. Infine si propongono alcune alternative di risposta che permettano di migliorare la situazione dei paesi che, come quelli dell’area latinoamericana, si trovano in posizioni di minor sviluppo relativo. Su questa linea, le proposte si riferiscono a temi come i sussidi agricoli, lo sviluppo delle regioni in svantaggio, il completamento da parte delle imprese multinazionali di standard lavorativi, rinegoziazione del debito estero, consolidamento dello spazio regionale etc. Traduzione dallo spagnolo a cura di Maria Chiara Buffa |