PREVIDENZA COMPLEMENTARE
Regime fiscale dei contributi

Fermo restando che per il periodo precedente all'entrata in vigore del decreto legislativo 18.02.2000 n.47, e cioè fino al 31.12.2000, i contributi versati dal datore di lavoro non hanno concorso a formare il reddito IRPEF del lavoratore dipendente, va sottolineato che fino a tale data restano salvi i seguenti punti:
-sui contributi versati al fondo pensione dal lavoratore dipendente competeva una detrazione d'imposta ad aliquota marginale di quanto versato al fondo, entro i limiti del 2% della retribuzione presa a base per il calcolo annuale del T.F.R. e comunque fino a £ 2.500.000 annue (equivalenti ad Euro 1.291,125).
Per i lavoratori soci di cooperative i limiti, relativo ed assoluto, erano del 6% del reddito imponibile ai fini della determinazione della contribuzione previdenziale, e di Lire 5.000.000 (equivalenti ad Euro 2.582,250)
Questa detrazione non contrastava con quella prevista per le polizze vita individuali, del 19% nel limite di una base di calcolo di £ 2.500.000 annue;
-i contributi versati dal datore di lavoro erano detraibili dal reddito d'impresa per un importo non superiore al 2% della retribuzione annua presa a base per il calcolo del T.F.R. e comunque nel limite di £ 2.500.000 annue e purché sia previsto un pari importo di versamento proveniente da quote di T.F.R. annuo.
(N.B. Il rapporto di trasformazione monetaria è il seguente: Euro 1 equivale a Lire 1.936,27)

Con le norme in materia fiscale in continuo assestamento, dettate dal decreto legislativo 47/2000 e sue successive modificazioni ed integrazioni, con effetto 01.01.2001 e validità per gli anni successivi a tale data,  è stato rimodellato il quadro impositivo della previdenza complementare, oltre che del TFR affluito o no ai fondi pensione negoziali. E' stata introdotta l'imposta (11%), sostitutiva dell'imposta sui redditi , sui rendimenti netti del fondo rilevati in ciascun periodo d'imposta.
Secondo la normativa applicabile fino al 31.12.2000, il Fondo era soggetto ad un'imposta in misura fissa annuale, sostitutiva dell'imposta sui redditi, pari a Lire 10.000.000 (equivalenti ad Euro 5.164,57), ridotta a Lire 5.000.000 (equivalente ad Euro 2.582,285) per i primi cinque periodi d'imposta dalla data di costituzione del fondo pensione.
Per i dipendenti, i nuovi limiti di deducibilità delle contribuzioni sono pari al 12% (limite relativo) del reddito complessivo annuo del lavoratore e di Euro 5.164,57, equivalente a Lire 10.000.000 (limite assoluto).
Attenzione, dal gennaio 2001 anche le contribuzioni fatte dal Datore costituiscono reddito fiscalmente rilevante a tutti gli effetti di legge per il lavoratore iscritto al fondo pensione.
La parte di reddito complessivo composta da reddito da lavoro dipendente fruisce di una deducibilità limitata ad un importo pari al doppio del TFR versato al fondo pensione.

Per il Datore, in sede di determinazione del reddito d'impresa, i contributi a suo carico sono totalmente deducibili in quanto facenti parte delle spese e degli oneri d'esercizio.
E' il datore di lavoro che, nell'ambito dei limiti assegnati per legge al lavoratore dipendente, determina il valore della deducibilità  ed esclude direttamene tale importo dai redditi corrisposti in busta-paga, a seguito del versamento contributivo al fondo pensione. L'obbligo del versamento al fondo pensione è in capo al Datore, ricorrendone la previsione all'art. 48 co. 2 let. h del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR). 
Eventuali margini tra l'importo dei contributi deducibili (calcolato in base al 12% del reddito annuo complessivo) e l'importo dei contributi deducibili (ottenuto in ragione del doppio del TFR versato al fondo) sono utilizzabili, in sede di dichiarazione dei redditi, come importi di contributi deducibili esclusivamente nell'ambito dei cosiddetti redditi varii , quelli non provenienti da lavoro dipendente.
Qualora non sia stata istituita, per il comparto collettivo del lavoratore, una forma pensionistica contrattuale, la deducibilità dei contributi è rapportabile ai due limiti generali, relativo ed assoluto, del 12% e degli Euro 5.164, 57
Nell'ipotesi di non iscrizione del lavoratore al fondo pensione di sua competenza collettiva, l'importo deducibile è nei limiti e dalla sola parte eccedente il reddito di lavoro dipendente, cosiddetti "altri redditi" nella terminologia del modello unico per la dichiarazione annuale al fisco. Prestazioni L'ammontare delle prestazioni maturate dipende da due variabili:
l'entità dei contributi versati (dal datore di lavoro, dal lavoratore e dal T.F.R.); il rendimento finanziario realizzato dall'ente gestore delle risorse.
La prestazione erogata dal Fondo è la pensione complementare, e/o in parte od in tutto, da un capitale finale.
La rendita è erogata attraverso convenzioni con Compagnie di assicurazione, richiamate all'art. 2 del decreto legislativo 17.03.1995 n.174, oppure direttamente dal Fondo, ricorrendone le circostanze, in forza di un'autorizzazione della COVIP.
Il lavoratore iscritto ha infatti la facoltà di chiedere la liquidazione della prestazione in forma capitale per un importo non superiore al 50% di quanto maturato, se previsto dallo statuto.
Ha diritto alla prestazione totalmente sotto forma di capitale se dovesse cessare prima del raggiungimento dei cinque anni di anzianità nel fondo.
E' possibile ottenere anticipazioni su tutta la posizione individuale presso il Fondo negoziale, comprese quindi le quote di T.F.R. versate al Fondo stesso ed i rendimenti di competenza.

Contribuzione sociale obbligatoria Le somme versate dal lavoratore dipendente al Fondo Pensione sono assoggettate al normale regime contributivo.
Le somme versate dal datore di lavoro al Fondo Pensione sono assoggettate, anziché alla contribuzione ordinaria nel regime obbligatorio, ad una contribuzione di solidarietà del 10%, totalmente a carico del datore, in favore delle gestioni pensionistiche di legge alle quali sono iscritti i lavoratori.

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