PREVIDENZA COMPLEMENTARE

Introduzione

In Italia i Fondi Pensione sono stati sino a qualche anno fa, principalmente legati a situazioni particolari ed hanno interessato specifiche categorie (bancari, assicurativi) o singole aziende che molto spesso introducevano esperienze già realizzate in altri Paesi. Infatti la previdenza complementare da noi non ha registrato ancora quello sviluppo che si è avuto in altre Nazioni.

Le ragioni sono molteplici e non sempre di facile interpretazione date le varie situazioni particolari. Alcuni privilegiano la tesi che la buona copertura del sistema previdenziale pubblico, unita all'esistenza abbastanza generalizzata di un'indennità di fine del rapporto di lavoro (TFR), sia la causa prima del non sempre soddisfacente afflusso di adesioni ai fondi pensione.
Ad un esame più attento si può facilmente riscontrare che
nelle grandi realtà produttive omogenee, nelle concentrazioni territoriali e nei settori contrattuali fortemente sindacalizzati l'afflusso è, a volte, addirittura plebiscitario.

C'è anche da tenere in conto la numerosità (oltre 500.000 iscritti) dei fondi cosiddetti preesistenti, risultanti alla data di entrata in vigore della Legge 23 ottobre 1992 n.421

E' da ritenersi quindi che le maggiori difficoltà vengano da fattori quali la scarsa conoscenza della materia previdenziale da parte del grande pubblico, la preponderante presenza di piccole e piccolissime aziende, spesso a conduzione familiare, non vogliose di appesantire le proprie incombenze amministrative, la popolazione italiana che per un quinto è residente in oltre cinquemila comuni sparsi nel territorio nazionale, da una parte, e ad una fiscalità considerata insufficiente nelle agevolazioni in termini di deducibilità in fase di accumulo e di tassazione del risultato annuale disarmonizzata rispetto alla generalità degli Stati dell'Unione Europea, dove il modello esenzione-esenzione-tassazione è raccomandato ed adottato. Un quadro normativo generale meno soggetto a continui tentativi di cambiamenti, potrebbe stabilizzare la regolamentazione dell'industria dei fondi pensione in modo da renderla non incerta nella sua reale estensione e non disorientante per il lavoratore potenziale aderente.

Dagli anni Novanta in poi, le modifiche apportate al sistema previdenziale pubblico, l'introduzione del D.Lgs. 21.04.1993 n.124, al quale hanno fatto seguito modifiche ed integrazioni legislative, che regolamenta le forme di previdenza complementare, ha aperto anche in Italia una più accentuata attenzione verso queste materie.
Pertanto la previsione dell'introduzione di Fondi Pensione attraverso la contrattazione collettiva si è andata sempre più affermando. Infatti nelle varie tornate contrattuali nazionali e territoriali vi è stata una vera e propria esplosione del fenomeno previdenza complementare.

Quasi tutte le piattaforme rivendicative, in occasione dei rinnovi contrattuali, hanno contenuto richieste per l'istituzione di Fondi Pensione. Dei contratti rinnovati ad oggi molti si sono chiusi con la previsione dell'istituzione di Fondi Pensione nazionali di categoria (nei settori chimici, metalmeccanici, del commercio, dei tessili, dell'industria agro-alimentare, etc.).
Il decollo dei Fondi Pensione attendeva ormai solo l'emanazione della legislazione secondaria e delle norme regolamentative ed interpretative da parte della Commissione di Vigilanza su Fondi Pensione (COVIP). Com'è poi avvenuto dagli anni immediatamente successivi fino ai giorni nostri.
Spiegheremo ora in maniera molto sintetica quali sono le principali caratteristiche che connotano un Fondo pensione e come si arriva alla sua costituzione.

Che cosa è un Fondo Pensione

Loscopo esclusivo di un fondo pensione complementare è quello di garantire prestazioni pensionistiche aggiuntive rispetto a quelle erogate dagli enti pubblici obbligatori.
Esso è uno strumento generato dalla contrattazione collettiva di lavoro.
Si costituisce attraverso un'associazione, o fondazione, senza scopi di lucro, ed è amministrata da Organi rappresentativi dei lavoratori iscritti e dei datori di lavoro, in maniera assolutamente paritetica. La carica di Presidente del Consiglio d'amministrazione è a rotazione, ad ogni fine mandato o quando ne ricorrano le condizioni.
L'adesione al Fondo pensione si manifesta in forma scritta ed è lasciata alla volontarietà del lavoratore. Tale volontà è vincolante anche per l'azienda della quale l'iscritto è dipendente

Destinatari

I destinatari del fondo pensione possono essere i lavoratori dipendenti pubblici e privati, quelli autonomi nonché i liberi professionisti e anche i soci lavoratori e i dipendenti di società cooperative ( per es.: di produzione e lavoro, sociali, agricole, della distribuzione cooperativistica). I fondi pensione negoziali hanno, sin dall'anno 2001, superato il milione d'iscrizioni, nonostante la mancata immediata partenza dei settori del pubblico impiego; settori pubblici che in altri Stati di primaria importanza rappresentano gran parte degli aderenti ai fondi pensione. 

Valid XHTML 1.0 Transitional Valid CSS!