Il ridisegno delle aliquote IRPEF, operato con la legge finanziaria, rappresenta un segnale positivo perché va a ristabilire il principio della progressività e dell’equità dell’imposizione fiscale.
Ugualmente positivo è l’intervento a favore delle famiglie in termini di incremento delle detrazioni per i figli e sul coniuge a carico, che realizza una ridistribuzione a favore della gran parte dei contribuenti italiani.
Rimanendo irrisolta la questione dell’evasione fiscale, il rischio è che si avvantaggino dei maggiori sgravi fiscali previsti per i redditi più bassi anche gli evasori che, non dichiarando i ricavi effettivamente conseguiti, si sono artificiosamente collocati nelle fasce di reddito più basse. Ci auguriamo che le misure contenute a riguardo nella legge finanziaria servano quindi a rimuovere questa situazione di privilegio.
C’è il rischio, inoltre, che gli sforzi fatti per ridistribuire il reddito in modo più equo possano essere presto vanificati dall’aumento dell’imposizione locale, in conseguenza della diminuzione dei trasferimenti statali che gli enti locali dovranno compensare con l’aumento dell’addizionale IRPEF e/o dell’ICI.
Per quanto riguarda il cuneo fiscale la UIL ritiene fosse più produttiva e utile la riduzione secca di due punti del differenziale tra salario netto e salario lordo, mentre giudica positivamente i principi di selettività introdotti sul versante delle imprese e le sue differenti modulazioni sul piano territoriale.
Per quanto attiene il capitolo della previdenza la UIL valuta coerenti i provvedimenti adottati con il memorandum di intesa sottoscritto tra Governo e Organizzazioni Sindacali.
Mentre esprime le proprie riserve sull’utilizzo del TFR per scopi diversi dalla previdenza complementare.
Roma 2 ottobre 2006