La firma dell’accordo tra Governo e parti sociali sul TFR e la previdenza complementare è per la UIL un passo decisivo sulla via del decollo del secondo pilastro.
L’accordo firmato permette infatti di porre fine ad un limite che dura da dieci anni, dalla riforma Dini del 1995 la quale, a fronte del passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo, prevedeva la partenza della previdenza integrativa per assicurare prestazioni pensionistiche adeguate.
Siamo convinti dell’assoluta necessità di fornire ai lavoratori meccanismi integrativi che permettano di innalzare tassi di sostituzione del sistema pubblico inevitabilmente indeboliti dalla 335/95 e, con responsabilità, abbiamo considerato la complementare come una parte integrante del sistema pensionistico che, accanto al sistema obbligatorio, agisse per assicurare il futuro delle pensionate e dei pensionati di domani.
Abbiamo perciò sempre ribadito come fosse indispensabile mettere in campo tutte le risorse per favorire il decollo della previdenza complementare e come fosse determinante che tutti remassero dalla stessa parte, Governo, sindacati e datori di lavoro.
Sindacati e rappresentanti delle imprese, insieme, hanno già dimostrato di credere in questo progetto per il bene dei lavoratori e dei pensionati.
I Fondi pensione negoziali, creati bilateralmente e previsti dai contratti nazionali di lavoro, sono infatti già una realtà e una straordinaria opportunità per i lavoratori dipendenti.
Oggi, nell’accordo, il Governo punta decisamente sul sistema integrativo accogliendo tutte le richieste che la UIL aveva in questi giorni avanzato e segnando un punto decisivo per l’intero sistema pensionistico e per la stessa economia.
Siamo sempre stati convinti, infatti, che i Fondi con i loro investimenti potessero rappresentare anche un formidabile volano per lo sviluppo economico in un paese che ha bisogno più che mai di una scossa.
Il memorandum d’intesa firmato permette di anticipare l’avvio della previdenza integrativa di un anno, al 1 gennaio 2007, rendendo già da quella data operativo il d.lgs 252 del 2005 e eliminando un anno di limbo che avrebbe creato ulteriore confusione tra i lavoratori.
Significativo è il fatto di aver confermato, come la UIL chiedeva, i principi cardine del d.lgs 252, compreso quello relativo al meccanismo del silenzio-assenso in favore della previdenza complementare.
Dal 1 gennaio 2007 partiranno i sei mesi dedicati alla scelta del lavoratore circa la destinazione del proprio Trattamento di Fine Rapporto e tale scelta potrà prevedere 3 soluzioni:
- la scelta esplicita, per la quale il lavoratore dichiara esplicitamente di voler destinare il proprio TFR maturando in un Fondo pensione.
- una scelta tacita, per la quale se il lavoratore non esprime alcuna volontà nell’arco dei sei mesi dedicati alla scelta, il suo TFR maturando, secondo il meccanismo del silenzio assenso previsto dal d.lgs 252, viene trasferito al Fondo pensione previsto dall’accordo collettivo di riferimento.
- Una terza scelta per la quale il lavoratore può infine scegliere esplicitamente di mantenere il proprio TFR in azienda. In quel caso per le imprese con meno di 50 dipendenti il TFR rimarrà effettivamente in azienda, mentre per le aziende con più di 50 dipendenti il TFR verrà trasferito interamente al Fondo Inps previsto dalla Finanziaria 2007.
Anche nel caso di conferimento del TFR al costituendo Fondo Inps il lavoratore mantiene comunque le garanzie e i diritti, anche di rivalutazione, spettanti già al trattamento di fine rapporto. Il Governo si impegna nel memorandum anche a rivedere, entro il 2007, il trattamento fiscale dei Fondi.
Come UIL abbiamo infatti chiesto di allineare il trattamento fiscale dei Fondi pensione a quello applicato alla previdenza integrativa degli altri paesi europei
Anche le compensazioni che l’esecutivo si impegna a prevedere, anche con accordi da trovare con il sistema bancario, permetteranno poi di non mettere in difficoltà le imprese che perdono la liquidità immediata del TFR, eliminando così possibili resistenze al conferimento del maturando dei lavoratori alla previdenza integrativa.
Il Governo e la COVIP dovranno ora predisporre gli ulteriori passi tecnici necessari a mettere i Fondi nelle condizioni di adeguarsi alle regole stabilite dal d.lgs 252 prima del 1 gennaio 2007.
La certezza delle regole contestualmente alla partenza della riforma è infatti un passo irrinunciabile per un decollo serio e senza pericolosi sfasamenti del sistema integrativo.
Quest’accordo rappresenta un successo e un accoglimento delle idee che la UIL porta avanti ormai da più di dieci anni e sulle quali ha sempre lavorato per assicurare il futuro previdenziale di lavoratori e cittadini.
Roma, 24 ottobre 2006