Lo scenario tendenziale del sistema nazionale energetico presentato in aprile dall’ENEA evidenzia la forte crescita dei consumi energetici. Per la sola energia elettrica l’ENEA prevede che nel 2020 i consumi energetici si attesteranno tra 416 ed i 458 TWh, con un incremento tra il 28 ed il 40 % rispetto al 2005. Inoltre l’impatto previsto dall’ENEA sulle emissioni di CO2 è impressionante: un aumento al 2020 di oltre 180 milioni di tonnellate annue, pari ad un incremento del 35% rispetto rispetto ai valori del 1990, e di oltre 215 milioni di tonnellate rispetto all’obiettivo di Kyoto.
Come è noto, dopo aver assunto l’impegno di tagliare le emissioni di gas serra del 6,5% entro il 2012, l’Italia ha continuato a far crescere queste emissioni fino a raggiungere, nel 2004, quota 581 milioni di tonnellate di anidride carbonica (CO2), ossia 95 milioni di tonnellate di eccedenza annua (+ 12%) rispetto all’obiettivo di Kyoto.
Già con questa eccedenza, il conto che il nostro Paese pagherà, per aver chiuso gli occhi dinanzi ai disastri ambientali e rinviato le decisioni politiche sull’incentivazione delle fonti rinnovabili e la promozione forte dell’efficienza energetica, sarà molto salato.
Si prevedono circa 10 miliardi di euro, cioè circa 2 miliardi per ciascun anno del quinquennio (2008 – 2012) in cui inizieranno a scattare le sanzioni.
Ma, purtroppo, lo scenario rischia di essere ancora più salato.
Nello scenario tendenziale del sistema energetico nazionale presentato in aprile dall’ENEA, che Vi inviamo in allegato, infatti, si evidenzia la forte crescita dei consumi energetici.
Per la sola energia elettrica l’ENEA prevede che nel 2020 i consumi si attesteranno tra i 416 ed i 458 TWh, con un incremento compreso tra il 28 ed il 40 % rispetto al 2005.
L’impatto previsto dall’ENEA sulle emissioni di CO2 è impressionante: un aumento al 2020 di oltre 180 milioni di tonnellate annue, pari ad un incremento del 35% rispetto rispetto ai valori del 1990, e di oltre 215 milioni di tonnellate rispetto all’obiettivo di Kyoto.
Inoltre, a sottolineare la grave situazione che il pianeta sta vivendo sono i recenti rapporti scientifici mondiali (gli studi “Stern” e il “Climate Change 2007” dell’autorevole Intergovernmental Panel on Climate Ch’ange – IPCC) confermano, definitivamente e non più solo su previsioni modellistiche, che il clima sta cambiando ad una velocità superiore alle aspettative e che l’aumento è senza dubbio influenzato dall’attività umana.
Un esempio lampante dei probabili danni economici, per l’Italia, causati dalla mancanza di una politica energetica sostenibile, è rappresentata dai fatturati annui del turismo (vale circa il 12% del PIL) e quello dell’agricoltura (tra il 14 ed il 15% del PIL), che saranno chiaramente influenzati da un cambiamento climatico orientato decisamente nel senso del riscaldamento del Pianeta.
L’assenza di una incisiva azione di riduzione delle emissioni di CO2 da parte del Governo rischia di creare seri danni economici a settori che valgono qualcosa come 370 miliardi di euro l’anno.
Dinnanzi ad un rischio economico e sociale di tale entità ci attendiamo dall’attuale Governo iniziative urgenti e coraggiose che diano risposte concrete alla collettività coinvolgendo tutti gli attori interessati.
Occorre, infine, attuare una politica economica che individui tra le priorità del nostro Paese lo sviluppo sostenibile incentivando, in modo costante ed omnicomprensivo, le fonti energetiche rinnovabili senza delle quali i danni ambientali in corso saranno difficilmente contrastabili.
Roma 14/05/2007
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