| Previdenza pubblica |
PENSIONI Pensione, quanto rende un anno di lavoro Roma, 26 gennaio 2004 - Chi lascia il lavoro nel 2004 avra' una pensione calcolata su un tetto pensionabile piu' elevato rispetto allo scorso anno. L'aumento del 2,5% con il quale sono state aggiornate le pensioni dal 1° gennaio fa salire di 924 euro la retribuzione sulla quale il lavoratore ha diritto al rendimento massimo del 2% per ogni anno di lavoro. Solo sulla fascia di retribuzione (o di reddito nel caso di lavoratori autonomi) superiore a 37.884,00 euro il rendimento comincia a scendere progressivamente. Con la riforma Amato il calcolo della pensione si e' sdoppiato in due quote. La prima (quota A) per le anzianita' maturate fino al 31 dicembre 1992, si calcola sulla media degli stipendi degli ultimi 5 anni (260 settimane). Mentre la seconda (quota B) riferita alle anzianita' che vanno dal 1° gennaio 1993 fino alla data della domanda, si calcola sulla retribuzione media degli ultimi 10 anni di lavoro. Dal 1° gennaio 2004 si adegua anche il massimale di retribuzione su cui si calcolano le pensioni liquidate con il sistema contributivo passando da 80.391 a 82.402 euro. A beneficiarne sono oggi soprattutto i pensionati che avendo lavorato negli ultimi anni con contratti di collaborazione hanno maturato il diritto ad una seconda pensione autonoma o supplementare nella gestione Inps dei parasubordinati.
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