Secondo la Banca d’Italia la fine della recessione avverrà nel 2013, ma molto dipende dal prossimo vertice europeo, dalla coesione che dimostrerà l’Ue e dalla normalizzazione dei mercati.
Intanto, gli indicatori dell’economia italiana sono sempre più negativi, nonostante le tante cure, i tanti sacrifici e le moltissime manovre imposte in questi anni, basti pensare solo a quelle dell’ultimo governo Berlusconi e del governo Monti. Servono delle buone politiche attive in grado di far diminuire la disoccupazione ed una riduzione delle tasse sia nei confronti dei redditi da lavoro dipendente sia di quelli da pensione, oltre a un più rigoroso impegno nel contrastare l’evasione.
Oggi il problema è come ricostruire, velocemente, una prospettiva dì sviluppo che favorisca nuova occupazione vera e duratura, uno sviluppo che produca ricchezza e che sia distribuita in modo più equo e più giusto, un’amministrazione pubblica efficiente e produttiva in modo da accompagnare i processi di sviluppo.
Roma, 17 luglio 2012