Gli ultimi dati dell’Istat sui salari e sull’occupazione nelle grandi imprese hanno un solo significato e cioè che il sistema produttivo italiano è ben lontano dal livello di crescita precrisi e che, soprattutto, stenta a ripartire. In tale situazione, è facile prevedere che l’attuale momento di stallo si protrarrà a lungo se non s’interverrà, a livello politico, con precisi piani d’investimento a breve e medio termine, piuttosto che con misure solo rivolte al risanamento.
Serve rimboccarsi le maniche e dare certezza, sia alle imprese sia ai lavoratori e fare in modo che i sacrifici richiesti come i tagli agli stipendi, ai servizi, alle prestazioni pensionistiche non si dimostrino inutili. Per questo è necessario maggiore equità fiscale e un rigoroso impegno nel combattere l’evasione ed i soliti “furbetti”.
Roma, 29 luglio 2010