Il rallentamento in Italia dell’inflazione su base annua (1,1%) rispetto al mese precedente (1,3%, certificata oggi da Istat non è sufficiente a far presagire un miglioramento delle condizioni economiche di base. Il rallentamento non è dovuto ad una diminuzione dei prezzi, ma piuttosto alla stagnazione dei consumi. Non voglio trarre conclusioni affrettate ma bisogna aspettare ulteriori dati che saranno noti nei prossimi mesi per avere una conferma di quello che sta succedendo. Il vero problema resta, infatti, la salvaguardia dell’occupazione ed il miglioramento economico dei salari e delle basse pensioni.
Certo che minore inflazione vuol dire minore salvaguardia dei posti di lavoro. Bisognerebbe, allora, intervenire, come la Uil sostiene da tempo, con un vero piano di rilancio dei consumi e di difesa del potere d’acquisto degli italiani
Roma, 16 marzo 2010