Costituito il Coordinamento Diritti
Proponimento per fare nostra la cultura di tutte le differenze
Intervento di Pietro Nocera al Consiglio nazionale del Coordinamento P.O. e Politiche di genere UIL
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13/12/2013  | Sindacato.  

 

 

Durante la riunione del Consiglio nazionale del Coordinamento Pari opportunità e Politiche di genere è stato ufficialmente ratificato il progetto sul quale si stava lavorando già da alcuni mesi, relativo all’integrazione all’interno dello stesso di un segmento che si occupi prettamente degli argomenti inerenti al tema dei diritti e delle politiche d’inclusione delle diversity.

 

Il Coordinamento Diritti, costola del Coordinamento Pari opportunità e Politiche di genere, avrà il compito di essere punto di osservazione e studio sulle problematiche afferenti le discriminazioni dirette e indirette che ancora persistono nel nostro paese, preoccupandosi di dare voce e visibilità a coloro che sui luoghi di lavoro vivono situazioni emarginazione e/o esclusione, promuovendo ed attivando politiche finalizzate alle pari opportunità per tutti indistintamente.

 

«Oggi le politiche di parità hanno ampliato il ventaglio di indagine includendo anche altre condizioni quali: le diversità culturali, l’orientamento sessuale e affettivo, le religioni, le disabilità, la razza e l’etnia», ha sottolineato Pietro Nocera nel suo primo intervento tenuto al Consiglio nazionale del Coordinamento Pari opportunità e Politiche di genere di mercoledì 11 dicembre.

 

«Abbiamo quindi l’opportunità – continua Nocera – di scrivere insieme una nuova pagina, facendo nostra la cultura di tutte le differenze, ritenendo maturo il tempo per compiere quel passaggio che ampli la concezione delle politiche attive di pari opportunità per tutti gli individui, per avviarsi verso una completa e più alta tutela dei diritti e delle libertà personali, con l’intento di lavorare per far sì che vengano superati gli ostacoli legati a stereotipi culturali, pregiudizi e fobie che fanno parte di un retaggio del periodo medievale. Decidendo così di diventare non solo riferimento di testimonianza, ma al tempo stesso strumento di proposta per l’inclusività di tutte le diversity in un progetto plurale».

 

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