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informazione e consultazione dei lavoratori”

Congresso nazionale Banca d’Italia/UIC Uilca: intervento
di Lamberto Santini Segretario Confederale UIL

Ho accolto con molto piacere l’invito rivoltomi per partecipare a questo Congresso. Innanzitutto per poter esprimere personalmente un grazie a nome della Confederazione a voi delegate e delegati, ma singolarmente ad ogni iscritto per l’affetto dimostrato alla nostra UIL.

Solo in questa categoria speciale dei rapporti tra lavoratori e Confederazione può essere inserita la Vostra appartenenza, nel momento in cui militare per la Uil in Banca d’Italia significa solo e soltanto sacrifici personali del proprio tempo libero e spesso della propria carriera.

 La scarsa attenzione ad ogni istanza sindacale della controparte, ormai sempre più ripiegata in sé stessa ed incapace di uscire da un comportamento autistico ( ripetendo ormai da alcuni anni le sue confuse litanie), rendono il Vostro attaccamento alla UIL, testardo e determinato, esemplare.

Un sincero grazie, ancora.

E per dimostrarvi la nostra considerazione, intervengo a questo congresso come delegato tra delegati, affrontando i temi più significativi della vita aziendale e sindacale della Banca d’Italia e dell’UIC, il livello di cooperazione interno, gli obiettivi politici del “Coordinamento delle Autorità di garanzia”.

Il dibattito sulle maggiori garanzie volte alla tutela del risparmio ha visto la nostra Confederazione in primissima linea. Grazie anche alla grande disponibilità dimostrata da Giorgio Benvenuto, abbiamo tradotto in emendamenti al ddl Tremonti le priorità decise insieme: salvaguardia dell’autonomia dell’UIC, difesa del ruolo della Banca, sostegno alla nuova disciplina del mandato a termine per le cariche di maggior rilievo della Banca, difesa ad oltranza della Covip, mantenimento dell’Isvap.

Abbiamo sempre cercato di mantenere distinte le responsabilità individuali, che a noi già da tempi non sospetti apparivano enormi, da quelle dell’Istituzione.

Purtroppo, i fatti hanno dimostrato che l’intero gruppo di vertice è accomunato da un sistema omertoso.

Noi da sempre siamo stati strenui difensori dell’autonomia della banca d’Italia, prezioso baluardo degli interessi vitali del Paese, e, nonostante Fazio, De Mattia e compagnia cantando, continuiamo a sostenere l’esigenza di questa autonomia.

Il Presidente Ciampi per noi è il modello e il punto di riferimento. La sua storia, che per tanti anni ha coinciso con quella della Banca, dimostra che è non solo possibile, ma indispensabile garantire alla Banca centrale il più elevato livello possibile di autonomia, in particolare nel nuovo contesto della BCE.

Per quanto riguarda le Autorità di garanzia, stiamo lavorando in stretto raccordo con la segreteria nazionale della Uilca, seguendo da vicino i cambiamenti in essere.

In Consob abbiamo aperto una procedura di confronto per il nuovo assetto che deriva dall’adozione della direttiva europea sugli abusi di mercato. Nuovi poteri e nuove responsabilità a presidio degli interessi dei risparmiatori e della trasparenza del mercato. In questa vertenza abbiamo posto al centro la valorizzazione delle risorse in ruolo, il superamento delle preposizioni ad interim negli uffici e nei servizi.

Presso l’Autorità garante per le telecomunicazioni è in corso ormai da tempo una dura vertenza sugli inquadramenti e sugli organici, aggravata dagli intendimenti della nuova amministrazione di spostare la sede dell’autorità da Napoli a Roma. Noi della UIL non siamo d’accordo su scelte che non solo compromettono la vita di qualche centinaio di persone, ma che tolgono a Napoli l’unica entità nazionale di rilievo. Un  doppio errore e noi  faremo del tutto per evitarlo.

In Covip la battaglia per dare un assetto definito un ruolo riconosciuto e le risorse necessarie non è ancora conclusa. Dopo la beffa del voto alla Camera che ha rovesciato gli orientamenti delle Commissioni, il Ministro Maroni si è impegnato a riportare alla ragione la sua riottosa maggioranza.

Visti gli interessi in gioco, che coinvolgono anche l’impero finanziario del Primo Ministro, aspettiamo di vedere approvata la legge sui Fondi Pensioni, prima di abbassare la guardia.

Questo riferimento, mi da modo di entrare su un tema che è stata spesso fonte di difficoltà nei rapporti tra di noi: la previdenza.

Alcuni di Voi ricordano l’assemblea tenuta con l’allora Segretario Generale Pietro Larizza, nella quale si chiarì, spero definitivamente che la UIL non aveva nulla contro la Banca e le sue pensioni, ma che doveva essere chiaro a tutti che non potevano essere accettate “lezioni” sulle pensioni degli italiani da chi godeva di un regime molto più favorevole degli altri. Il signor Fazio in particolare si distinse nel martellare quotidianamente sulla stampa le tre Confederazioni, colpevoli di voler mantenere “ assurdi privilegi”!! Già allora la vocazione al pulpito ci era sembrata a noi, poveri laici, particolarmente sospetta…..

Ma veniamo ad alcuni temi caldi odierni: la riforma previdenziale, le pensioni integrative, il mantenimento del potere d’acquisto delle pensioni.

Della prima si è detto e si è scritto molto; mancano alcuni decreti attuativi tra cui quello del cosiddetto riallineamento dei rendimenti per le gestioni diverse dall’INPS e quello per noi essenziale della previdenza integrativa. Ogni tanto leggiamo da qualche autorevole esponente dell’opposizione, che fino a ieri ha contrastato con noi le norme della legge Maroni, che forse dovremo prendere in considerazione che non si può buttare tutto dalla finestra….e che riallineare  i rendimenti è tutto sommato cosa giusta. Per chiarire, ci sono delle gestioni in rosso profondo che continuano ad avere rendimenti disallineati: essi a nostro giudizio vanno cambiati. Chi ricorda che il più significativo scambio tra la Confindustria di D’Amato e il Governo sono stati i 5.000 miliardi di vecchie lire del deficit del Fondo dei dirigenti di azienda che è stato accollato all’INPS ? E chi ricorda che ai fini della pensione ogni anno prestato da dirigente ne valeva due? Ecco questa solidarietà dal basso verso l’alto ci pare leggermente fuori luogo.

Questa cosiddetta inversione direzionale della solidarietà è stata una costante di questi anni. Il lavoro dipendente e i pensionati che nell’anno 2000 si dividevano oltre il 54% della ricchezza nazionale, in questi anni sono scesi al 47 %. Ecco scovato il miracolo della quarta settimana: miracolo perché non ci sono i soldi neanche per mangiare, ma la gente continua, nonostante il Governo, a campare….

Riusciranno le assicurazioni, Mediolanum in testa a sconfiggere le tesi dei sindacati e delle imprese sulla portabilità del contributo aziendale definito contrattualmente?

Ma qualcuno ha spiegato ai piani alti dell’Ania o di Palazzo Chigi che senza questa clausola di protezione non ci sarà nessun contributo aziendale a questo fine? Quale è il Sindacato che impegna quota parte della contrattazione per costituire un Fondo pensione e aspettare l’arrivo degli agenti delle assicurazioni motivati a svuotare il Fondo?

A quel punto preferiamo dare direttamente i soldi in busta paga e ognuno decida come investirli….!!!!

Come premesso e promesso sono entrato nel dibattito del Congresso come un delegato, fermandomi come è logico sulle questioni che conosco meglio, ma sentendomi parte del Congresso e non esterno invitato.

Abbiamo parlato della novità del coordinamento delle Autorità di Garanzia che formalizzeremo entro breve.

Tanto più indispensabile il coordinamento se misurato alle luci di certe interviste ferragostane del prof. Prodi sulla riforma delle Autorità. Dopo di allora non se ne è più parlato, e in Italia non si sa se è un bene o un male….ma la stessa fermezza che abbiamo usato per contrastare gli aspetti più negativi della proposta Tremonti la useremo con Prodi, cui auguriamo di vincere le elezioni e cambiare idea su progetti che mortificano la specializzazione e la professionalità dei dipendenti delle autorità.

I colleghi della Banca d’Italia e dell’Uic, come quelli delle altre Autorità di Garanzia sappiano che la Uil è e sarà schierata sempre a tutela e a difesa del loro lavoro, del loro impegno quotidiano a servizio della collettività nazionale.

Gaeta, 10/11 novembre 2005

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